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lunedì 23 marzo 2026

Vince l'Italia che Resiste. 23.3.2026

 Vince l'Italia che resiste e non si arrende, alle menzogne, ai ricatti e ai soprusi.

È una giornata storica.

Viva l'Italia 





I simpatici volevano impedirmi di fare la foto al seggio, 
ohibò, mica puoi fermarlo il sole quando sta sorgendo! 

Quindi vediamo anche gli altri che han fatto?










Affluenza alta, ma poche persone, ha senso votare in due giorni? 




martedì 10 giugno 2025

Referendum 2025. Lavoro e cittadinanza

 "un risultato tutt'altro che scontato, si pensi al poco spazio dedicato dalle tv. Ben dice, il segretario dei Radicali,  i votanti sono più di chi legittima il governo. Declinando nella piccola realtà ossonese, è un risultato straordinario, ben mille persone han votato, considerando che nessuna delle forze politiche presenti in consiglio comunale sosteneva il referendum e prova del 9, nessuno dei consiglieri ha partecipato a iniziative per il referendum. 

È un voto politico, che interroga sui corpi intermedi,  la presenza del sindacato e della società civile, che interroga sul senso civico e su quale visione della società.

La vittoria politica del comitato referendario è stata quando la direzione del pd ha votato all'unanimità a favore dei referendum, una svolta e cambio di prospettiva rispetto al turboliberismo rose' di Renzi.

Questi cinque temi, e aggiungerei la collaborazione scuola lavoro, entrano nell'agenda politica del prossimo governo, lo chiede un terzo degli italiani.

Un particolare grazie ai mille votanti ossonesi! " dice Gilberto Rossi dei Verdi, tra i promotori e soatenitori della consultazione referendaria. 


















domenica 16 febbraio 2020

L’ #ANPI prende posizione per il NO al prossimo #referendum.

  “E’ chiaro da tempo che la crisi della #democrazia che attraversa l’Italia è una crisi di rappresentanza, causata da #leggielettorali che hanno favorito l’elezione di nominati dalle segreterie dei partiti, dal crescente potere dell’esecutivo sul #parlamento, dal progressivo cambiamento della natura stessa dei partiti. Invece di operare per eliminare la cause di tale sfiducia, aggravata dalle perduranti e gravi difficoltà economiche e sociali in cui versa il Paese, da anni si insiste in vari modi per cambiare la #Costituzione, privilegiando sempre il tema della governabilità su quello della rappresentanza, mettendo in discussione la divisione dei poteri ed aggravando così la crisi di sistema. L’ultimo effetto della continua campagna per modificare i meccanismi democratici del nostro Paese cambiando la Costituzione è la legge di modifica costituzionale che riduce il numero di parlamentari, una legge rispetto a cui abbiamo in passato espresso le nostre critiche, che oggi ribadiamo.
E’ falso che con tale legge aumenterà l’efficienza dei lavori delle Camere, perché si renderà invece precario e macchinoso il funzionamento delle commissioni e degli altri organi del Parlamento. E’ demagogico esaltare il risparmio di costi derivante da tale riduzione, perché si tratta di una cifra sostanzialmente irrilevante rispetto alle dimensioni del bilancio dello Stato. La verità è che questa #riforma mal congegnata, risponde ad una logica populista ed antiparlamentarista, che aumenta il discredito verso la democrazia, insistendo sul tema dei suoi “costi”, spesso necessari per un suo corretto funzionamento, verso le istituzioni democratiche, riducendole a “poltrone”, verso gli eletti, sprezzantemente definiti “la casta”. Non solo: questa riforma pone l'Italia fra i Paesi europei col più alto rapporto fra numero di cittadini e numero di parlamentari, rendendo più difficile proprio la rappresentanza, difformemente dall’orientamento dei Costituenti che avevano invece inteso garantire un corretto rapporto fra numero di #eletti e di #elettori. Per di più occorrerà riscrivere immediatamente la legge elettorale, al fine di garantire la presenza in parlamento, a rischio, con tale riforma, di tante forze politiche, e rivedere i criteri di elezione del Presidente della Repubblica da parte dei grandi elettori delle #Regioni.
Per queste ragioni l’ANPI prende posizione per il NO al prossimo referendum operando, com’è sua tradizione, in piena autonomia anche organizzativa in ogni aspetto dello svolgimento della campagna referendaria non aderendo di conseguenza ad alcun tipo di comitato, e ponendo al centro del dibattito pubblico una più ampia riflessione sui continui tentativi di manomettere la Costituzione, che invece, oggi più che mai ed in ogni sua parte, conferma straordinari elementi di attualità e di modernità. Ribadiamo l’assoluta necessità di una reale attuazione delle disposizioni costituzionali, che ancora oggi sono disattese in parte rilevante, e l’urgenza di ribadire e rilanciare la centralità del Parlamento rispetto al potere del #governo, sempre più esteso e incontrollato, all’abuso di decreti legge e di voti di fiducia, alla prassi di spostare al di fuori del Parlamento le sedi del dibattito e persino delle decisioni proprie delle Camere. Più in generale, davanti alla crisi economica e sociale da cui l’Italia non è mai uscita da un decennio, occorre finalmente operare per la realizzazione concreta dei principi costituzionali in merito al #lavoro, alle #imprese, alla #sanità, alla #scuola, ai #servizi, all’ #ambiente, alla #cultura, al #paesaggio, alla #legalità, alla #solidarietà, all’ #eguaglianza, alla #pace.”
La segreteria nazionale Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI                   14 febbraio 2020

domenica 29 maggio 2016

Referendum Costituzionale. No a svolte autoritarie e antidemocratiche

I Verdi della Lombardia aderiscono ai comitati per il NO ai referendum costituzionali e lavoreranno affinchè la costituzione repubblicana, nata all’indomani della seconda guerra mondiale e di una cruenta guerra di liberazione sia difesa anche per onorare coloro i quali hanno dato la vita per garantire a tutti noi libertà e democrazia.
per leggere tutto il comunicato dei Verdi della Lombardia
http://www.verdilombardia.it/referendum-costituzionale/


mercoledì 20 aprile 2016

GRAZIE ai 15.806.788 elettori che si sono recati alle urne. NO TRIV

da Enzo Di Salvatore  coordinamento nazionale No Triv
GRAZIE ai 15.806.788 elettori che si sono recati alle urne.
GRAZIE ai 13.334.754 elettori che hanno votato sì.
GRAZIE anche ai 2.198.813 elettori che hanno votato no, che con il loro voto hanno voluto raccogliere la sfida che è propria della democrazia.

Colgo l'occasione per precisare che la diffida al MISE affinché intervenga sulle concessioni scadute nulla ha a che fare con il risultato del referendum, essendo essa già "in cantiere" da tempo e annunciata prima ancora che si celebrasse il referendum (come dimostra il fatto che sia stata depositata ormai da giorni una interrogazione in Parlamento al Ministro dello sviluppo economico). 
La norma sulla durata a tempo indeterminato delle concessioni può, infatti, riguardare le concessioni già rilasciate (39), ma non le concessioni che siano già scadute da tempo e mai rinnovate.
Quanto alla notizia della presentazione di una interrogazione alla Commissione UE, affinché valuti l'opportunità di aprire una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per violazione delle regole sulla libera concorrenza, essa è nota da almeno un paio di mesi e non riguarda il merito politico delle decisioni che l'Italia assume con legge, bensì la legittimità delle stesse: le leggi - tutte - devono essere in ogni caso conformi alla Costituzione e al diritto dell'Unione europea.

domenica 20 marzo 2016

quel che non uccide, rafforza!

ringrazio tutti quelli che han collaborato a trucchetti e stratagemmi nelle elezioni ossonesi, 
le liste civetta, gli utili idioti, le bugie e in ultimo la censura, e la dinamica ago nel pagliaio, (creare gruppi facebook con lo stesso nome o simili in tutto e per tutto, aggiungendo gente a loro insaputa)
il loro mantra (non si parla di politica e poi, subdolamente, provano a far passare concetti da mentecatti, come quelli sulla sicurezza sociale) etc etc
sono stati un'utile palestra per comprendere gli inganni e soprattuto, 
quanto è lungo il cammino per l'evoluzione dell'umanità!
e come ricorda il saggio, 

quel che non uccide, rafforza, 


e, mi avete fatto fortissimo!! 
e lasciatemi ricordare che la bellezza vincerà






il 17 aprile #votasi #maredamare

mercoledì 30 settembre 2015

No Trivelle AVANTI CON I REFERENDUM E PER LA DEMOCRAZIA!

dal Coordinamento Nazionale No Triv
AVANTI CON I REFERENDUM E PER LA DEMOCRAZIA!
Con il deposito in Cassazione dei 6 quesiti referendari no-triv fortemente voluti dal Coordinamento Nazionale No Triv assieme ad altre 200 associazioni, ben 10 Regioni hanno restituito ai cittadini il diritto di decidere di se stessi e del futuro dei rispettivi territori.
Si tratta di un fatto straordinario ed unico nella storia dell'Italia Repubblicana, il cui significato va ben oltre la pur importante dimensione energetica.
Sugli egoismi ed i tatticismi hanno prevalso il merito delle questioni e la pressione esercitata sulle Assemblee Regionali da movimenti, comitati ed associazioni.
Sul piano istituzionale, il Governo dovrà fare i conti con una mutata realtà e con mutati rapporti di forza nel Paese.
Quanto alle scelte energetiche, l'esercizio dell'opzione referendaria consentirà al Paese di riaprire una partita che sembrava già persa all'indomani del varo della Strategia Energetica Nazionale: i quesiti sull'art 38 rimettono in discussione il nuovo sistema di governance che gli ultimi tre Governi hanno tentato di imporre a suon di leggi e decreti (Sblocca Italia su tutti); quello "secco" sull'art. 35 mira ad infliggere un duro colpo alle mire delle compagnie petrolifere, a salvaguardare i nostri mari e a prevenire qualsiasi tentativo di ritorno al passato (abolizione del limite delle 12 miglia con conseguente rilancio di investimenti nell'Oil&Gas per 3,5 miliardi di euro) da parte di un Governo apertamente schierato sul fronte delle energie fossili e che non è nuovo ad "imprese" del genere.
I referendum non sono un punto di arrivo ma un punto di partenza di cui si avvertiva da tempo un gran bisogno.
Una delle poche note liete in una lunga e triste stagione color nero-petrolio.
Qualsiasi muraglia è fatta di tante pietre. La prima -importante- è stata posta questa mattina grazie ad un'intuizione del Coordinamento Nazionale No Triv, al lavoro ed alla tenacia di chi crede ancora e pratica il valore della partecipazione alle scelte che interessano tutti noi.
Non è forse questa l'essenza della libertà e della democrazia?
Roma, 30 settembre 2015
Coordinamento Nazionale No Triv