Milano, camera del lavoro, mercoledì 1 ottobre 2025
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giovedì 2 ottobre 2025
Sognavamo un mondo migliore. In ricordo di Molinari, Arnaboldi e Barbieri
martedì 12 dicembre 2023
Milano 12 dicembre 2023. In memoria delle vittime della strage di Piazza Fontana
Alle 15.30 il corteo da Piazza della Scala delle istituzioni, presenti delegazione, da Firenze, Bologna, Roma e da tutta Italia. Alle 16.37 il ricordo e a seguire gli interventi del Sindaco, del presidente del comitato permanente contro il terrorismo e di Renato Sarti.
Presente buona parte del consiglio comunale di Milano, i sindacati, i partiti del centrosinistra, e le associazioni.
Alle 18.30 il corteo cittadino è partito da piazza xxiv maggio per raggiungere piazza Fontana, passando dalla sede di confindustria e dalla via dell'Università dove c'è la targa in memoria di Saltarelli, assassinato l'anno successivo, il 12 dicembre 1970.
domenica 27 gennaio 2019
Per la giornata della memoria. Dai consiglieri di Milano
Giornata della memoria 2019
Dai consiglieri del Comune di Milano
Incipit.
"I consiglieri comunali di Milano senza distinzioni politiche hanno ritenuto di prendere questa posizione.
L’ultima azione di vergognosa propaganda elettorale e politica di Matteo Salvini segna, per quanto ci riguarda, un punto di non ritorno nel giudizio politico e morale nei suoi confronti e di quelli che ne sostengono l’azione.
Dai consiglieri del Comune di Milano
Incipit.
"I consiglieri comunali di Milano senza distinzioni politiche hanno ritenuto di prendere questa posizione.
L’ultima azione di vergognosa propaganda elettorale e politica di Matteo Salvini segna, per quanto ci riguarda, un punto di non ritorno nel giudizio politico e morale nei suoi confronti e di quelli che ne sostengono l’azione.
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martedì 5 luglio 2016
Quando il paesano rifiutò il pendizio. Libro
Chiacchierando al monumento dei Martiri di Rho, tra storia politica e società.
Rivolgendomi al colto interlocutore,
"sa, un libro che mi ha cambiato, e appassionato alla storia è: quando il paesano rifiutò il pendizio".
E... mi risponde "l'ho scritto io"
dal particolare al generale, dal piccolo al grande, come in cielo cosi in terra
comprendere e conoscere la storia locale per comprendere le dinamiche dalla storia nel suo complesso.
un libro da leggere
http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1573.242
dal sito dell'EcoIstituto del Ticino
Rivolgendomi al colto interlocutore,
"sa, un libro che mi ha cambiato, e appassionato alla storia è: quando il paesano rifiutò il pendizio".
E... mi risponde "l'ho scritto io"
dal particolare al generale, dal piccolo al grande, come in cielo cosi in terra
comprendere e conoscere la storia locale per comprendere le dinamiche dalla storia nel suo complesso.
un libro da leggere
http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1573.242
dal sito dell'EcoIstituto del Ticino
QUANDO
IL PAESANO RIFIUTÒ IL PENDIZIO
Pendìzio era
l'omaggio che il contadino lombardo doveva periodicamente assicurare
al padrone, nelle forme di regalie in natura e di prestazioni di
lavoro gratuite e semigratuite. La contestazione di questo tributo,
ripetutamente elevata dai paesani in rivolta, è assunta dall'autore
come evento simbolicamente decisivo e gravido di conseguenze, in
quanto non solo sancì la crisi di quel particolare rapporto
mezzadrile vigente nelle campagne dell'alta Lombardia, ma segnò
anche l'inizio della fine di un dominio signorile lungamente
esercitato.
La
modernizzazione industriale, realizzata, come sottolinea l'autore,
sul dissolvimento dell'egemonia degli antichi proprietari e in
stretta simbiosi con la trasformazione fondiaria, non produsse però
fenomeni di pauperismo degradante: il radicamento e lo sviluppo
dell'industria nel contado favorirono, viceversa, l'ascesa di una
piccola imprendítoria coltivatrice e, fatto abbastanza inusitato e
mai sufficientemente,sottolineato, incoraggiò e sviluppò la
formazione della piccola proprietà contadina.
Nel
contesto di quella grande trasformazione si inserì il ruolo della
cooperazione, le cui vicende sono raccontate, recuperando dall'oblio
il contributo di alcuni pionieri (dell'umanissima e tragica figura di
Rinaldo Anelli innanzitutto, ma anche di Angelo Tondini e di tanti
altri) e la storia delle più diverse società attive ed operanti nel
contado milanese.
L'indagine,
condotta assumendo nel suo significato paradigmatico l'evoluzione di
una periferia regionale come quella dei contado cuggionese osservata
attraverso l'esame di una ricca messe di testimonianze d'archivio,
offre al lettore e allo studioso l'opportunità di un viaggio
intrecciato di grandi e piccole storie, spesso inedite, tutte
comunque rigorosamente documentate e raccontate con il piglio di una
narrazione tanto gradevole quanto convincente.
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