Nell'ultimo ventennio la politica, la comunicazione e la società sono cambiate rapidamente, nuovi "mainstream", nuovi "monopolisti", nuovi "despoti", nuovi equilibri, nuove forme di democrazia e soprattutto delle sue incomprensioni e spesso mistificazioni, per non arrivare ad equivoche banalizzazioni.
A mio avviso ha ragione Massimo Cacciari sul ruolo misconosciuto dei corpi intermedi, non solo come "funzionari", ma come palestra e pratica di democrazia, comprensione e ascolto e mediazione, o meglio, ponderazione ed accorta valutazione; siamo passati dai mainstream televisivi, e già il politologo Sartori nel suo illuminante saggio "Homo videns" ci aveva messo in guardia su cosa significasse la possibilità di costruire la rappresentazione e, ahinoi, di averne pressochè il monopolio; "La democrazia è il governo delle opinioni", scriveva il politologo fiorentino, e di conseguenza chi governa le opinioni è il nuovo monarca; in questi anni si è passati alla nuova illusione;













