Questo è il testo della mozione politica che l'assemblea metropolitana milanese ha votato e approvato nell'assemblea di domenica 25 ottobre 2015
MOZIONE POLITICA
CONGRESSO DI CHIANCIANO
14 e 15 novembre 2015
CONTINUIAMO IL CAMMINO VERDE …
La nostra Assemblea si svolge alla vigilia della Conferenza climatica (COP21),
che avrà luogo a Parigi, dal 30 novembre al 11 dicembre.
"I cambiamenti climatici costituiscono una delle principali sfide attuali per
l’umanità"
scrive papa Francesco nella enciclica “Laudato Si’ - Sulla cura della
casa comune”,
ponendo la questione ambientale e l’urgenza di una reale
conversione ecologica al centro del suo messaggio che rivolge a credenti e non
credenti, chiamati tutti ad assumere la necessaria responsabilità per
ristabilire l’equilibrio tra umanità e ambiente vitale ed operare i mutamenti
indispensabili per affermare una vera giustizia sociale globale.
Una svolta
epocale.
Parlare di cura e di casa comune significa ribaltare la prospettiva delle cose
che contano e che sono alla base della stessa civiltà umana, accogliendo e
valorizzando quanto elaborato e proposto dal pensiero filosofico e politico
delle donne. “Preserviamo la capacità delle donne di dar da mangiare al
mondo” afferma la scienziata ecologista Vandana Shiva”, che lotta da decenni
per mettere al bando monocolture, OGM, pirateria dei semi, brevettazione del
vivente, che stanno depredando le donne del cosiddetto Terzo Mondo, la loro
creatività e capacità innovativa e decisionale. Nella geografia planetaria dei
conflitti sociali, politici e ambientali, emerge una soggettività femminile, che
mette in discussione non solo il modello di sviluppo economico, ma anche il
sistema simbolico di origine patriarcale che lo sostiene. Il futuro del pianeta e
dell’umanità dipende in parte determinante da questo movimento e
dall’alleanza delle donne con gli uomini nell’orizzonte di un mutamento
profondo soggettivo e relazionale.
Il messaggio del Papa arriva in un momento in cui le conseguenze
drammatiche dei cambiamenti climatici sono sempre di più, giorno dopo
giorno, sotto i nostri occhi. Saranno quasi 200 milioni i profughi climatici
previsti dall’Onu entro il 2050 che fuggiranno da aree desertificate, carestie e
guerre per il controllo delle risorse naturali. La pressione anche sui paesi
meno compromessi sarà enorme. Il cambiamento climatico colpisce e colpirà
in modo più severo le donne dei paesi più poveri, che hanno il compito di
produrre il cibo, nutrire e allevare i bambini e le bambine. Le donne profughe
climatiche sono tra i 20 e i 26 milioni, l’80 per cento del numero complessivo.
Meno del 1 per cento dei fondi destinati al contrasto degli effetti del
cambiamento climatico è riservato in modo specifico alle donne nei paesi più
colpiti. Anche in Europa e in Italia gli effetti dell’inquinamento e la crisi
ambientale e climatica condizionano negativamente la vita della popolazione
e dell’economia. Secondo lo studio “Economic cost of the health impact of air
pollution in Europe”, reso noto dall’ufficio regionale per l’Europa
dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), «il costo economico dei circa
600.000 decessi prematuri e malattie provocate dall’inquinamento in
Europa, raggiungevano, nel 2010, la cifra di 1.600 miliardi di dollari», ovvero
1.463 miliardi di euro. Un ammontare che equivale circa al 10% del Pil
dell’Unione Europea. Non abbiamo tempo da perdere abbiamo una sola
Terra e la dobbiamo difendere! Le nostre storiche battaglie di decenni hanno
prodotto e stanno producendo risultati nel campo dell’energia rinnovabile, del
consumo del suolo, della difesa della biodiversità e della sicurezza alimentare.
Ma sono risultati ancora assolutamente insufficienti, se pensiamo che la
grande sfida della conversione ecologica della società e dell’economia ha
bisogno di politiche economiche, sociali, urbanistiche e culturali più
determinate e decisive per fermare il dramma del riscaldamento globale e
delle povertà sociali.
Guardiamo con grande attenzione alla svolta impressa da papa Francesco e al
ruolo culturale e spirituale che il dialogo interreligioso potrà svolgere sulla
presa di maggiore consapevolezza della crisi ecologica del pianeta. Già altre
guide spirituali si erano espresse sull’urgenza di cambiare modello di sviluppo
per salvare la Terra e il suo futuro, a partire dal Dalai Lama.
L’azione culturale e politica dei Verdi italiani nei prossimi anni sarà quella di
costruire alleanze nella società per iniziative e proposte comuni tra credenti e
non credenti per salvare Madre Terra, perché la lotta ai cambiamenti
climatici per una conversione ecologica dell’economia e della società va
insieme e di pari passo alla lotta a tutte le povertà, in un mondo diviso tra
poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi. Oggi la crisi economica e
la crisi ecologica sono legate tra di loro in maniera inestricabile. Non si
affronta l'una, senza affrontare l'altra. Di qui la necessità di dare voce alle
popolazioni più povere e vulnerabili.
Essere ecologisti oggi significa difendere l’ambiente ma anche garantire,
lavoro, casa, cibo, acqua, salute, istruzione e cultura per tutti i cittadini della
Terra. Per questo è indispensabile operare cambiamenti radicali,
abbandonare i combustibili fossili e realizzare una vera democrazia
energetica, con fonti rinnovabili al cento per cento, entro la metà di questo
secolo.
Il passaggio dell’Enciclica in cui si afferma che “la tecnologia basata sui
combustibili fossili, altamente inquinanti – specialmente il carbone, ma
anche il petrolio e, a un livello minore, il gas – devono essere sostituiti
gradualmente e senza ritardi” è un chiaro messaggio diretto a investitori,
amministratori delegati e leader politici affinché accelerino la rivoluzione
energetica verso fonti pulite, al risparmio e all’efficienza energetica.
In questa direzione e con questo spirito lanciamo un appello al governo
italiano affinché cancelli le norme previste dal decreto Sblocca Italia che
consentono le trivellazioni selvagge per la ricerca del petrolio nei nostri mari e
nei territori, tutti tra l’altro a vocazione agricola e turistica. Come Verdi
italiani apprezziamo la storica decisione di dieci Regioni, tra cui la Campania,
dove i Verdi in Consiglio regionale hanno avuto un ruolo centrale nella scelta
effettuata, di chiedere il referendum abrogativo delle norme sulle trivelle
selvagge approvate dal governo italiano e sosteniamo con forza l’azione del
coordinamento nazionale NoTriv.
In questi primi due anni e mezzo di legislatura non possiamo non rilevare che
il Parlamento italiano a guida centrosinistra e con una consistente forza di
opposizione rappresentata dal M5S, che dichiara una marcata sensibilità
ecologista, ha approvato provvedimenti (dallo Sblocca Italia che accelera su
grandi opere, inceneritori, silenzio assenso, trivellazioni, ad alcuni aspetti
della legge sugli ecoreati) che hanno provocato una riduzione delle tutele
ambientali e quindi sanitarie e un grave arretramento rispetto all’Europa sulle
politiche ambientali.
Non dobbiamo dimenticare che i Verdi italiani, ai loro inizi con una piccola,
ma significativa, presenza di quattordici e poi di ventuno parlamentari, sono
riusciti ad ottenere importanti provvedimenti di legge che hanno cambiato in
meglio il nostro paese: la Legge quadro sui parchi, che ha consentito la
costituzione dei parchi che abbiamo in Italia è frutto dell’iniziativa e azione
politica dei Verdi, così la Legge di regolamentazione della caccia, come pure
la normativa sulla biodiversità, sui diritti animali, sulla difesa delle area
agricole dalla speculazione dei finti piromani, sugli Ogm, sulle fonti
energetiche rinnovabili con il conto energia che ha portato oggi l’Italia ad
avere il 38% di energia prodotta da rinnovabili, i provvedimenti nazionali per
l'agricoltura biologica e biodinamica (che oggi presenta un aumento
importante nelle esportazioni, nei consumi interni e nel numero di aziende di
coltivazione e trasformazione), le norme a sostegno delle medicine non
convenzionali e dell’omeopatia, la legge quadro sulla mobilità ciclistica, la
norma sul libero e gratuito accesso al mare.
I Verdi conseguirono questi importanti risultati, grazie alla capacità di
confronto, dialogo e convincimento, rinunciando allo scontro ideologico fine a
se stesso e privilegiando i contenuti rispetto agli schieramenti e alleanze
precostituite.
I futuri Verdi dovranno recuperare alcuni elementi fondamentali e fondanti
della loro nascita, patrimonio comune della famiglia verde europea, a partire
dal confronto programmatico aperto a tutte le forze politiche e sociali per
rinverdire la nostra economia e società, rendere vivibili le nostre città,
salvaguardare il paesaggio, i beni culturali, la qualità della vita e le relazioni
tra le persone.
Sulla base di alcuni punti programmatici per noi irrinunciabili, come la lotta
ai cambiamenti climatici, a tutte le povertà sociali, al dissesto idrogeologico,
alle grandi opere inutili e dannose, alla tutela del territorio e del paesaggio e
alla compromissione dei delicati equilibri dei servizi eco-sistemici e alla
difesa dei diritti degli animali, i Verdi apriranno un confronto aperto nella
società, con movimenti e comitati civici/ambientalisti locali, associazioni,
sindacati, forze politiche e gruppi parlamentari di maggioranza, di
opposizione e naturalmente con il Governo.
In una fase così straordinariamente delicata per il nostro paese e per il
pianeta intero, i Verdi italiani sono chiamati ad una forte assunzione di
responsabilità che consenta di raggiungere importanti obiettivi per il futuro
dell’Italia. Ma la condizione imprescindibile è la coesione interna che porti ad
una gestione più ampia e allargata dei Verdi. Riteniamo importante, in un
tempo della politica ove tutto è personalizzato e ove i partiti puntano su
leadership mediatiche che talvolta sfociano nel modello populistaplebiscitario,
dare un segnale diverso. Per queste ragioni proponiamo di
rilanciare una gestione collegiale della Federazione, sospendendo l’elezione
dei due portavoce, assumendone compiti e funzioni all’interno del gruppo
esecutivo composto da donne e uomini scelti dall’Assemblea, prevedendo in
questa fase la carica di Portavoce che ha il compito di rappresentare e
promuovere all’esterno il messaggio ecologista e verde.
I Verdi devono continuare il loro cammino d’informazione, di battaglia in
difesa della vita e per la conversione ecologica come tenacemente fatto nella
straordinaria battaglia tarantina. I Verdi devono impegnarsi per costruire
luoghi di confronto politico e culturale tra tutti gli ecologisti, le realtà civiche,
le forze e le migliori intelligenze, per pensare e dare concreta realizzazione ad
una società, ove la tutela e il perseguimento della salute e del benessere
psicofisico delle comunità e dell’ambiente prendano il posto delle azioni e
delle dinamiche basate sullo sfruttamento umano e la depredazione delle
risorse naturali, paesaggistiche e culturali del paese.
Metteremo al centro della nostra azione politica i territori, promuovendo le
donne e gli uomini radicati sia politicamente che elettoralmente. I Verdi
dovranno aprire le loro liste ad associazioni, realtà civiche ed ecologiste al fine
di eleggere il maggior numero di rappresentanti istituzionali privilegiando
quelle alleanze che mettano al centro le politiche di giustizia sociale, dei diritti
civili e di tutela ambientale al di fuori di ogni forma di settarismo o
estremismo.
Siamo ignorati dai grandi mezzi d’informazione, come sono ignorati i temi
ecologisti, con un’informazione tutta avvitata nel pettegolezzo, nella politica
urlata e volgare, senza proposta. Nonostante ciò, il messaggio ecologista e
verde di trent’anni or sono non solo è di estrema attualità, ma comincia ad
essere assunto, seppure in modo contraddittorio, nell’agenda politica
mondiale. Questo è anche nostro merito. Ed è per questo, che il cammino
Verde deve continuare, nella consapevolezza che sarà necessario colmare il
deficit di etica della responsabilità tanto in chi governa quanto nella
cittadinanza, auspicando e lavorando per quel cambiamento culturale nel
Paese che consentirà anche a noi Verdi di avere i giusti consensi e contribuire
così di più a cambiare l’Italia. I Verdi sono il simbolo più antico della storia
della politica italiana, ma porta un messaggio di cambiamento e di
innovazione tra i più attuali, nuovi ed efficaci.
I Verdi saranno la forza politica che si batte contro gli egoismi, contro le stragi
del mediterraneo e i fili spinati che respingono i profughi, i rifugiati e i
migranti costruendo, a partire dall’Europa, politiche di accoglienza, di
cooperazione, solidarietà e pace in quei paesi dell’Africa e del Medio Oriente
che subiscono guerre, carestie e fame.
La nostra visione dell'Europa è un'Europa che costruisce politiche
economiche solidali, sostenibili atte a garantire più giustizia sociale e i diritti
civili e umani. Per queste ragioni non ci riconosciamo nelle attuali ricette
economiche di austerità che hanno provocato tanta povertà e peggiorato la
qualità della vita di decine e decine di milioni di cittadine e cittadini europei.
In tale senso siamo impegnati insieme ai Verdi Europei per chiedere la
modifica dei trattati europei a partire da quello di Lisbona e ad opporci alla
ratifica del Ttip –il trattato commerciale di libero scambio tra USA e UE- che
mette a rischio la sicurezza alimentare, ambientale e la salute dei cittadini,
nonché la tipicità dei prodotti delle terre italiane, compromettendo il lavoro
di decenni di molte realtà produttive locali. Lo scandalo Volkswagen, che non
è un caso isolato, dimostra quanto una parte consistente del sistema
industriale globale opponga una forte resistenza, anche truffaldina, a
quell’innovazione tecnologica che consente di abbattere l’inquinamento,
creare migliori condizioni di lavoro e di vita per i cittadini. Noi Verdi
dobbiamo essere sempre di più la forza politica dell’innovazione e del
cambiamento per creare le condizioni di un nuovo modello di sviluppo
economico, favorendo il passaggio verso la terza rivoluzione industriale.
I Verdi italiani lavoreranno con il partito Verde europeo, di cui sono cofondatori
e componenti attivi, per dare forza e impulso alla realizzazione degli
Stati Uniti d’Europa, lottando contro i neopopulismi, le chiusure identitarie e
nazionalistiche, le visioni di breve periodo, la prevaricazione dei poteri
lobbistici, economici e finanziari, seguendo l’ispirazione dei grandi federalisti
europei, a cominciare dall’italiano Altiero Spinelli.
Nel ventennale della morte di Alexander Langer, che dei Verdi italiani è stato
uno dei principali promotori e fondatori e che per anni ha avuto la
responsabilità del Gruppo verde al Parlamento europeo, vogliamo raccogliere
con più forza e convinzione il suo insegnamento europeista ed ecologista,
pacifista e nonviolento, per ridare vitalità e credibilità politica, culturale ed
etica al messaggio ecologista.
"E’ per le ragioni da noi esposte in questa mozione, delle modifiche
statutarie proposte e per imprimere nella società italiana una forte
svolta del messaggio culturale e politico Verde che candidiamo al
ruolo di portavoce
GIOBBE COVATTA,
che ringraziamo per aver
accettato, convinte e convinti che lavorerà con noi, mettendo a
disposizione la sua grande umanità, intelligenza del mondo e
capacità comunicativa, per costruire un’Italia solidale, giusta ed
ecologicamente sostenibile"