Democrazia e partecipazione. Il sistema elettorale introdotto nel 1992, con l'elezione diretta dei Sindaci, ha portato a una polarizzazione e a una deriva maggioritaria, che ha determinato l'allontamento e disillusione dell'elettorato che non si riconosce in fratture bipolari anglosassoni; siamo passati da elezioni comunali dove votavano oltre il 90% dei cittadini, alle ultime elezioni comunali e regionali, dove a stento si arrivava al 50% dei votanti.
In questo contesto, con la polarizzazione politica, la riduzione del numero dei seggi, in un contesto culturale eterogeneo come quello italiano, delle liste che rappresentano oltre il 10% dei votanti, rimangono escluse dalla rappresentanza in consiglio comunale. Un esempio concreto.
Ero autista e accompagnatore, bibliotecario e segretario. Ero il milanese a Parma.
Ero il milanese di Parma. Ero senza diploma tra laureati. Cucinare era scaldare cibi precotti e vasetti del sugo Barilla, ho imparato a fare il soffritto e la pasta. Ho conosciuto i piatti tipici. In Emilia, uno di destra è più a sinistra di uno a sinistra in Lombardia.
Milano Palazzo Isimbardi 1 ottobre 2016 Presentazione della Lista Civica Metropolitana “La Città dei Comuni” Lista ecocivica: Verdi, Civici e rossi.
Intevento conclusivo, dopo la presentazione di Massimo Gatti, Fiorello Cortiana, Alberto Pacchioni e del capolista Pierluca Oldani, a cura di Gilberto Riccardo Rossi (Consigliere Federale Nazionale della Federazione dei Verdi; Capogruppo Consiliare Verdi/Cambiamo Ossona) click per il video a Palazzo Isimbardi G.R. Rossi LISTA CIVICA la Città dei Comuni per Milano Città Metropolitana Con questo video, con questa conferenza, non stiamo parlando solamente ai consiglieri comunali e ai sindaci che voteranno, ma vogliamo, parlare, a tutti i cittadini. Perché la nostra missione, il nostro metterci a disposizione, in quello che, è lo spirito più nobile della politica, è per ridare il voto ai cittadini. Come lista civica “La Città dei Comuni” che prima si chiamava “costituente per la partecipazione”, è stato presentato anche un progetto di legge d'iniziativa popolare per ridare il voto ai cittadini e, non è stucchevole ricordarlo, perché è questo il nostro impegno; quindi, da qua, anche quello che è il mio appello di voto ai consiglieri comunali di Milano, visto che il loro voto vale oltre 700 punti, mentre, quello dei consiglieri comunali di Cassinetta 5; quello del comune dove sono consigliere comunale capogruppo vale 9. Una necessaria parentesi, ho preso il 17 per cento dei voti, e sono l'unico consigliere comunale: con la legge elettorale precedente ne avremmo eletti 3.
COMUNICATO STAMPA EX SCALI FERROVIARI, CITTA' DEI COMUNI: L'IMPEGNO DEVE ESSERE PRESERVARE LA NATURA PUBBLICA DELLE AREE
Milano, 17 febbraio 2017 – In merito alla discussione in corso sulla riqualificazione delle aree dismesse degli scali ferroviari milanesi, come Città dei comuni riteniamo fondamentale il mantenimento della natura pubblica di quelle aree, in modo da evitare una deriva privatistica del loro utilizzo. Allo stesso modo riteniamo che sia necessaria una discussione che permetta in modo veramente partecipato ai cittadini interessati, che non sono solo quelli milanesi, ma quelli di tutta la città metropolitana, di dire la loro sul futuro di quelle aree. Per questa ragione il nostro consigliere metropolitano Alessandro Braga ha presentato una mozione in consiglio metropolitano, i consiglieri e i sindaci che hanno dato vita a La Città dei Comuni faranno altrettanto nei loro consigli e invitiamo tutti i consiglieri comunali dei comuni della città metropolitana a fare lo stesso nei loro. Gruppo Consiliare Metropolitano LA CITTÀ DEI COMUNI
a seguire il testo presentato al Protocollo del Comune di Ossona
e il testo presentato dal Consigliere Metropolitano Alessandro Braga al Consiglio di MIlano Città Metropolitana
IL Gruppo Consiliare La Città dei Comuni sta lavorando a una iniziativa di approfondimento in merito;
nel frattempo, ho avuto la fortuna di assistere a questa inziativa con interventi di
Luigi Caprarella architetto, urbanista,, autore di numerosi PRG e PGT
e di Sergio De La Pierre
Docente di Sociologia generale presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e di Sociologia urbana presso la Scuola di Empoli di Pianificazione dell'Università di Firenze.
Vi consiglio la visione, per la chiarezza espositiva della materia urbanistica e normativa.
MOZIONE SCALI EX FERROVIARI DELLA CITTÀ DI MILANO IL CONSIGLIO COMUNALE DI OSSONA Milano Città Metropolitana Considera il recupero urbano della cintura ferroviaria e degli scali milanesi l’occasione più importante di riorganizzazione urbanistica del Comune di Milano, dei suoi nove Municipi e di 134 Comuni con effetti significativi nella fase di costituzione della Città metropolitana milanese e delle sue zone omogenee. Prende atto che la natura delle funzioni che verranno allocate su quelle aree, servite dalla rete ferroviaria, e le scelte di organizzazione urbana relative, interesseranno un'area ben più vasta di quella del perimetro della Città Metropolitana stessa. Consapevole che ciò comporta una grande complessità nella gestione amministrativa delle trasformazioni urbane e territoriali, tenuto conto della contestuale risignificazione dell'area che ha ospitato EXPO 2015. Consapevole che la funzione, il ruolo e l'identità della Città Metropolitana di Milano verranno fortemente caratterizzate dalla qualità di questo processo di trasformazione. Consapevole che sono una facoltà e una responsabilità della politica pubblica e di tutte le sue istituzioni creare le condizioni di pianificazione e di indirizzo affinché un Sistema Territoriale Qualitativo sia l'esito di questo processo di trasformazione. Ciò significa qualità ambientale, qualità sociale, qualità delle infrastrutture, qualità dei servizi.
Apprezzato il valore strategico del processo di trasformazione territoriale in atto e la Deliberazione del Consiglio Comunale di Milano n. 44 del 14/11/2016, con riferimento ai punti M e N del Dispositivo, ritiene di promuovere una ampia partecipazione informata al processo deliberativo che interessa le Autonomie Locali preposte.
Ritiene che l’attivazione di un processo di partecipazione, con il contributo dei soggetti coinvolti e con la partecipazione dei cittadini, consentirà di assumere decisioni finali capaci di armonizzare i diversi interessi e di valorizzare l'intelligenza accademica, imprenditoriale e sociale diffusa.
Un processo efficace di partecipazione informata richiede l'attivazione di diversi piani in costante comunicazione tra loro.
IMPEGNA IL SINDACO METROPOLITANO
a preservare la natura pubblica delle aree degli scali FS interessati dalla dismissione, perché è la sola che permette alla comunità metropolitana di indirizzarne funzioni, uso e assetto urbanistico. Proprio la natura strategica per il futuro dell'identità, della funzione e del ruolo di Milano Città Metropolitana di queste aree e di quelle EXPO, le rende un Bene Comune da non compromettere con atti, scelte e azioni che le assegnassero alla sola disponibilità privata.
ad avvalersi delle specifiche competenze, a partire da quelle interne ai settori della Città Metropolitana, a reperire le risorse sufficienti, a definire i tempi adeguati, a predisporre gli strumenti idonei per informare e coinvolgere anche i soggetti che non hanno la preparazione per leggere e interpretare gli atti amministrativi e gli usuali elaborati di progetto;
a impegnare:
la Conferenza Metropolitana con consigli comunali delle zone omogenee affinché esercitino un ruolo di indirizzo e proposta in relazione al Piano Strategico Metropolitano e ai suoi possibili cambiamenti;
il Servizio Informatico, in collaborazione con le facoltà universitarie e le associazioni dedicate, ad allestire una piattaforma informativa digitale interattiva e selettiva, contenente il quadro normativo di riferimento, gli atti amministrativi e le proposte attinenti le aree soggette a trasformazione, con mappe georeferenziate e modalità di presentazione e raccolta delle osservazioni attraverso un efficiente sistema per simulare e verificare gli effetti delle trasformazioni in variante proposte. Modalità che consentano la più ampia comprensione della questione da parte di tutti soggetti interessati e così come devono chiarire le prerogative di ognuno;
ogni Zona Omogenea ad allestire almeno un Urban Center dedicato, che ospiti cartografie, documentazione degli atti amministrativi relativi alle aree interessate alla trasformazione. Con l’allestimento di un ambiente interattivo multimediale, utilizzando gli strumenti che la rete (Google Earth, Google Maps, ecc.) già ci mette a disposizione, per documentare le condizioni attuali degli scali e dei contesti circostanti. Oltre alla opportunità percettiva sarà possibile intervenire su una determinata realtà attraverso simulazioni con la verifica delle conseguenze in termini di occupazione, traffico, emissioni ecc.;
ogni Zona Omogenea a promuovere un’attività di ascolto e accompagnamento, organizzando incontri e dibattiti, oltre a utilizzare le apposite piattaforme, mettendo a confronto interessi, aspirazioni e visioni. Una attività finalizzata a perseguire l’ottimizzazione delle scelte non solo a livello strettamente locale ma anche a scala metropolitana e regionale.
Il Capogruppo Gilberto Rossi
La mozione presentata al Consiglio Metropolitano di Milano
MOZIONE SCALI EX FERROVIARI DELLA CITTÀ DI MILANO IL CONSIGLIO METROPOLITANO DI MILANO Considera il recupero urbano della cintura ferroviaria e degli scali milanesi l’occasione più importante di riorganizzazione urbanistica del Comune di Milano, dei suoi nove Municipi e di 134 Comuni con effetti significativi nella fase di costituzione della Città metropolitana milanese e delle sue zone omogenee. Prende atto che la natura delle funzioni che verranno allocate su quelle aree, servite dalla rete ferroviaria, e le scelte di organizzazione urbana relative, interesseranno un'area ben più vasta di quella del perimetro della Città Metropolitana stessa. Consapevole che ciò comporta una grande complessità nella gestione amministrativa delle trasformazioni urbane e territoriali, tenuto conto della contestuale risignificazione dell'area che ha ospitato EXPO 2015. Consapevole che la funzione, il ruolo e l'identità della Città Metropolitana di Milano verranno fortemente caratterizzate dalla qualità di questo processo di trasformazione. Consapevole che sono una facoltà e una responsabilità della politica pubblica e di tutte le sue istituzioni creare le condizioni di pianificazione e di indirizzo affinché un Sistema Territoriale Qualitativo sia l'esito di questo processo di trasformazione. Ciò significa qualità ambientale, qualità sociale, qualità delle infrastrutture, qualità dei servizi.
Apprezzato il valore strategico del processo di trasformazione territoriale in atto e la Deliberazione del Consiglio Comunale di Milano n. 44 del 14/11/2016, con riferimento ai punti M e N del Dispositivo, ritiene di promuovere una ampia partecipazione informata al processo deliberativo che interessa le Autonomie Locali preposte.
Ritiene che l’attivazione di un processo di partecipazione, con il contributo dei soggetti coinvolti e con la partecipazione dei cittadini, consentirà di assumere decisioni finali capaci di armonizzare i diversi interessi e di valorizzare l'intelligenza accademica, imprenditoriale e sociale diffusa.
Un processo efficace di partecipazione informata richiede l'attivazione di diversi piani in costante comunicazione tra loro.
IMPEGNA IL SINDACO METROPOLITANO
a preservare la natura pubblica delle aree degli scali FS interessati dalla dismissione, perché è la sola che permette alla comunità metropolitana di indirizzarne funzioni, uso e assetto urbanistico. Proprio la natura strategica per il futuro dell'identità, della funzione e del ruolo di Milano Città Metropolitana di queste aree e di quelle EXPO, le rende un Bene Comune da non compromettere con atti, scelte e azioni che le assegnassero alla sola disponibilità privata.
ad avvalersi delle specifiche competenze, a partire da quelle interne ai settori della Città Metropolitana, a reperire le risorse sufficienti, a definire i tempi adeguati, a predisporre gli strumenti idonei per informare e coinvolgere anche i soggetti che non hanno la preparazione per leggere e interpretare gli atti amministrativi e gli usuali elaborati di progetto;
a impegnare:
la Conferenza Metropolitana con consigli comunali delle zone omogenee affinché esercitino un ruolo di indirizzo e proposta in relazione al Piano Strategico Metropolitano e ai suoi possibili cambiamenti;
il Servizio Informatico, in collaborazione con le facoltà universitarie e le associazioni dedicate, ad allestire una piattaforma informativa digitale interattiva e selettiva, contenente il quadro normativo di riferimento, gli atti amministrativi e le proposte attinenti le aree soggette a trasformazione, con mappe georeferenziate e modalità di presentazione e raccolta delle osservazioni attraverso un efficiente sistema per simulare e verificare gli effetti delle trasformazioni in variante proposte. Modalità che consentano la più ampia comprensione della questione da parte di tutti soggetti interessati e così come devono chiarire le prerogative di ognuno;
ogni Zona Omogenea ad allestire almeno un Urban Center dedicato, che ospiti cartografie, documentazione degli atti amministrativi relativi alle aree interessate alla trasformazione. Con l’allestimento di un ambiente interattivo multimediale, utilizzando gli strumenti che la rete (Google Earth, Google Maps, ecc.) già ci mette a disposizione, per documentare le condizioni attuali degli scali e dei contesti circostanti. Oltre alla opportunità percettiva sarà possibile intervenire su una determinata realtà attraverso simulazioni con la verifica delle conseguenze in termini di occupazione, traffico, emissioni ecc.;
ogni Zona Omogenea a promuovere un’attività di ascolto e accompagnamento, organizzando incontri e dibattiti, oltre a utilizzare le apposite piattaforme, mettendo a confronto interessi, aspirazioni e visioni. Una attività finalizzata a perseguire l’ottimizzazione delle scelte non solo a livello strettamente locale ma anche a scala metropolitana e regionale.
30 anni fa, nascevano le liste Verdi, coordinate per la prima volta, ora, dopo 30 anni, nella ex provincia di Milano, un progetto analogo, per ridare voce ai territori e all'ecologismo, ormai, nuova incontrastata dottrina politica, che vede nella contraddizione in seno al sistema di produzione, mettendo tal sistema in discussione; rieccheggiano nell'aria le parole di Ivan Illich sulla "produzione di sprechi e di bisogni totalmente inutili e superflui" e "l'immensa accumulazione di merci" di Karl Marx. Dove trova argine e si scontra il tutto? Sul passaggio successivo, quel superamento della merce da utile a vecchia e inutile, che rende rifiuto tutto; dove conferire i rifiuti? In oltre, che senso ha un ente senza le gambe per camminare? Come nel peggior romanzo distopico, dove alla tecnologia si unisce la distorsione della democrazia, che torna sui suoi passi a inventarsi censi e privilegi, di facciata, che non disturbano il manovratore e ad oggi, rischiano di non decidere e di non aver valore. Di questo e altro, una prima pubblica occasione per parlarne con Alessandro Braga, consigliere metropolitano de La Città dei Comuni e gli altri consiglieri comunali della lista e cittadini interessati alla politica. 30 anni fa i Verdi, ora, http://www.verdilombardia.it/30-anni-fa-nascevano-i-verdi/ siamo ancora qua, con la conferma della bontà del progetto e consapevoli dei limiti e dell'arroganza del potere economico e delle sue stragi; 185 ecologisti uccisi nel 2015 http://www.radiopopolare.it/…/la-strage-di-ambientalisti-d…/ Nota: La Città dei Comuni è un progetto in divenire nato per una esigenza di Democrazia da parte dei territori
per amore, gioia ed esperienza mi sento Rhodense d'adozione; condivido con voi due momenti del consiglio e le suggestioni che mi ha lasciato. Rho consiglio comunale 8 7 2016 Augurando un buon lavoro agli amministratori Rhodensi, colgo occasione per esplicitare e sottolineare due brevi aneddoti ed esempi che dimostrano le difficoltà che si hanno a Ossona; 1. cons. com. di Rho è visibile completo sul sito del comune di Rho e sul canale youube del Comune di Rhohttps://www.youtube.com/channel/UCN52... 2. il Capogruppo Tizzoni chiede una sospensione per parlare con i capigruppo sulla modalità di svolgimento del consiglio comunale; a Ossona, se facessi una tal richiesta, mi troverei i consiglieri che sbuffano e come nel corso degli interventi a nome di Cambiamo Ossona, il Sindaco Venegoni che interrompe e con arroganza ripete la sua frasettina "non siamo a lezione ne a scuola" e non mi lascia concludere i 10 minuti a disposizione per l'intervento; nota, a Magenta sono 20 minuti. Non è una sterile polemica, ho trovato più "democrazia" (io la intendo come possibilità di comunicare, comprendere e risolvere i problemi, ascoltando i cittadini e i diretti interessati) a Rho in due minuti che a Ossona in due anni. vi ringrazio dell'attenzione e vicinanza dimenticavo, a ossona non registrano e non lasciano videoregistrare il consiglio e in più, non danno nemmeno l'audio del consiglio.