giovedì 10 marzo 2022

“ITALIA SENZA VELENI – NO ALLA GUERRA” CONFERENZA PROGRAMMATICA DI EUROPA VERDE

“ITALIA SENZA VELENI – NO ALLA GUERRA”

 CONFERENZA PROGRAMMATICA DI EUROPA VERDE -

Questa conferenza non rappresenta per noi un passaggio formale ma sostanziale e strategico per il futuro dell’ambientalismo politico di questo Paese, frutto dell’esigenza di collaborare, di dialogare, di lavorare alla definizione di un luogo, una casa del confronto di tutti gli ecologisti ma anche di tutte le realtà civiche e sociali che si battono per la tutela dei diritti. 

Da qui vogliamo far partire una fase nuova di Europa Verde, impegnata a costruire, in previsione anche delle prossime elezioni politiche, una realtà che parli alle forze progressiste e alle migliori intelligenze del mondo ecologista, sociale, del volontariato e delle imprese impegnate nella green economy.

Programma di sabato 12 

Ore 15.30

Giustizia ambientale e giustizia sociale: la vera sfida

Moderano: Marco Boato e Fiorella Zabatta – Direzione nazionale Europa Verde

Intervengono:

Monica Di Sisto – Fairwatch Societ  della Cura

Filippo Sotgiu – Co-portavoce dei Fridays for Future

Luca Mercalli – Climatologo e Presidente del Comitato Scientifico di EV

Silvia Zamboni – Consigliere regionale Emilia-Romagna di EV

Edo Ronchi – Alleanza per la transizione ecologica

Patrizia Asproni – Presidente Confcultura

Gianfranco Bettin – Consigliere comunale di Venezia di EV

Tessa Gelisio - Giornalista

Devis Dori – Deputato Europa Verde

Ore 17.00

Il ruolo dei corpi intermedi nella conversione ecologica

Moderano: Luca Boccoli e Francesca Cucchiara – co-portavoce dei GEV

Intervengono:

Francesco Vignarca* – Rete del Disarmo

Maurizio Testa – Sostenibilitá e Responsabilitá sociale di Impresa Fisac CGIL

Maria Grazia Mammuccini – Presidente Federbio

Edoardo Zanchini – Vicepresidente Legambiente

Livio De Santoli – Presidente Coordinamento Free-Energia

Silvio Greco – Biologo Marino e Comitato scientifico Slowfish

Gianluca Felicetti – Presidente della LAV

Maurizio Pallante – Fondatore del Movimento per la Decrescita Felice

Andrea Baranes – Vicepresidente Banca Etica

Daniela Padoan – Direttrice Associazione Laudato Si

Ore 19.00

Termine dei Lavori

programma di domenica 13 

Ore 10.00

Saluto del Sindaco di Roma

Roberto Gualtieri*

Ore 10.15

L’impegno dei territori rispetto alle emergenze ambientali

Moderano:

Elena Grandi Francesco Borrelli – Direzione nazionale Europa Verde

Intervengono:

Massimo Zedda – I Progressisti

Jasmine Cristallo – Movimento delle Sardine

Massimiliano Smeriglio - Deputato Europeo S&D

Damiano Coletta – Sindaco di Latina

Ferruccio Sansa – Giornalista e Consigliere regionale della Liguria

Annamaria Moschetti – Pediatra e Presidente Comm. Amb. dei medici di Taranto

Lorenzo Fioramonti – Deputato Facciamo ECO

Riccardo Rossi - Sindaco di Brindisi

Rinaldo Melucci – giá Sindaco di Taranto

Eliana Canavesio – Co-presidente di Volt Italia

Cristian Romaniello – Capogruppo di Europa Verde alla Camera

Ore 11.30

La transizione ecologica come soluzione per uscire dalla crisi

Moderano:

Luana Zanella e Filiberto Zaratti – Direzione nazionale Europa Verde

Intervengono:

Marco Cappato – Associazione Luca Coscioni

Massimiliano Iervolino – Segretario dei Radicali Italiani

Benedetto Della Vedova* – Segretario nazionale di +Europa

Nicola Fratoianni – Segretario di Sinistra Italiana

Eleonora Evi – Co-portavoce nazionale di Europa Verde

Enrico Letta – Segretario nazionale PD

Aboubakar Soumahoro – Portavoce Nazionale Invisibili in Movimento

Vula Tsetsi – Segretario Generale Greens/EFA

Angelo Bonelli – Co-portavoce nazionale di Europa Verde

Ore 14.00

Pausa pranzo

Ore 15.00

Relazione sulle iniziative del Gruppo Parlamentare dei Verdi Europei

A cura di Eleonora Evi

Ore 15.30

Presentazione dei Gruppi di Lavoro

Ore 17.30

Chiusura dei lavori

giovedì 3 marzo 2022

3 marzo. Giornata della natura

 🍀 3 marzo. Giornata della natura🍀

Da Fb di Edizioni San Paolo 

Cʜᴇ ᴄᴏsᴀ sɪɢɴɪғɪᴄᴀ ᴇssᴇʀᴇ ᴄɪᴛᴛᴀᴅɪɴɪ ᴄᴏɴsᴀᴘᴇᴠᴏʟɪ, ᴄᴏɴsᴜᴍᴀʀᴇ ᴍᴇɴᴏ ᴇ ᴍᴇɢʟɪᴏ, ᴇᴠɪᴛᴀʀᴇ sᴘʀᴇᴄʜɪ ᴀʟɪᴍᴇɴᴛᴀʀɪ, sᴘᴏsᴛᴀʀsɪ sᴇɴᴢᴀ ɪɴᴏ̨ᴜɪɴᴀʀᴇ, ᴀᴄᴄᴏɢʟɪᴇʀᴇ ᴇ ᴄᴏɴᴅɪᴠɪᴅᴇʀᴇ?

Significa soprattutto pensare al futuro, alle nostre famiglie, all’ambiente, al pianeta. Non si tratta di tematiche lontane, di azioni impossibili, di uno scaricarsi delle colpe a vicenda: i cittadini dicono di non riuscire a prendersi cura dell’ambiente per colpa delle istituzioni, le istituzioni dicono che è colpa del disinteresse dei cittadini. 

In tutto questo caos, qualcuno deve provare a prendere l’iniziativa. 

Nessuno di noi è un’isola, nessuno dei nostri comportamenti è un fatto privato. 

Questo volume affronta tutte le grandi tematiche che ogni famiglia si trova davanti, dalla scelta della casa, al cibo, al trasporto, ai vestiti, all’igiene e tanto altro ancora.

"Questione di futuro" di Linda Maggiori vi aspetta in libreria e qui

👉bit.ly/QuestionediFuturo



martedì 22 febbraio 2022

i Verdi Europei compiono 18 anni! 2004 - 2022

 Gli European Greens oggi diventano maggiorenni!!! Greens/EFA in the European Parliament

guarda il video di presentazione dei VERDI EUROPEI https://www.youtube.com/watch?v=i4t5gKndj8E

🎂 Oggi la famiglia degli European Greens compie 18 anni! Come tanti giovani in tutta Europa, la nostra energia e la nostra voglia di cambiamento non si sono fermate.
✊ Nei governi, nei parlamenti e nelle strade, continueremo a utilizzare la nostra energia per lavorare verso un'Europa più verde e più giusta - per molti altri anni a venire!
💚 Nel 2004 a Roma è nato questo bellissimo progetto politico che ci rende più uniti, più europei, più Verdi.






domenica 23 gennaio 2022

Malpensa, salviamo la brughiera; bracciate in acque gelide. Per una lombardia sostenibile

 Oltre 60 persone, sabato mattina, al terminal 1 di malpensa,per dire no al nuovo masterplan che prevede un inutile consumo di suolo.

Oltre 200 persone domenica mattina a Castelletto di Cuggiono per l'impresa di Enzo Favoino, bracciate in acqua gelide nel naviglio, iniziativa per portare l'attenzione sullo stato dell'ambiente in Lombardia.

Dopo due anni di "black out", sono tornate le iniziative di tutela ambientale; il pensiero degli ecologisti del ticino, dei verdi del ticino, va al carissimo Andrea Barcucci, mancato nel dicembre 2021, Andrea sarebbe stato tra gli animatori e promotori sia sabato che domenica. 

Ciao Andrea, manchi. Continuiamo in ciò che è giusto.

comunicato stampa Verdi del Ticino

I Verdi del Ticino han partecipato, insieme ai comitati, associazioni e cittadini al presidio all'aeroporto di Malpensa, per ribadire il No all'ipotesi di espansione prevista dal Masterplan 2035.
Il Parco del Ticino, Riserva della Biosfera UNESCO, è da tutelare e non penalizzare ulteriormente con ampliamenti dello scalo.
A rischio c è la flora e la fauna di habitat tipici della brughiera lombarda, già sottoposta a rumore ed emissioni nocive dei veivoli.
Pensiamo alle popolazioni dei comuni limitrofi all'hub esposte a smog ed inquinamento acustico, con un traffico congestionato tutti i giorni.
Al momento l'iter del progetto è in fase di studio da parte del Ministero per la Transizione Ecologica.
Ora per uscire dalla crisi, si vuole rilanciare l'aeroporto con una nuova, inutile, devastazione ambientale, in una delle ultime aree di brughiera.
L'impegno dei Verdi, in Europa, è a sostegno della mobilità ferroviaria e del trasporto pubblico. Ad oggi, sotto i 500 km è competitivo il treno. Lo stesso green new deal Europeo va verso una direzione.
È ora di cambiare aria in Lombardia; terra di laghi e di parchi a rischio cemento e inquinamento.
Verdi del Ticino

video del presidio, intervista a Jimmy Pasin


Bracciate gelide per l'ambiente.
Tanti gli amici e sostenitori che hanno voluto essere presenti a questa impresa ricca di sport e amore per l'ambiente.

giovedì 6 gennaio 2022

Video fine 2021. inizio 2022

I video di QuiMilano, i verdi in consiglio comunale a Milano, ecoiniziative e tanto altro, per dar voce all'ecologia e all'ambiente

Non può mancare da Vienna, la sempre coinvolgente conclusione del concerto di Capodanno 


Dal cortile di RADIOPOPOLARE 

I Verdi europei per Boric Presidente 

giovedì 23 dicembre 2021

Profezie verdi. Le origini del pensiero e azione ecologista. A cura di G. Bettin


Oggi sappiamo che la crisi ambientale esiste e che riguarda tutti noi. 
Se la transizione ecologica è entrata a far parte dell'agenda politica, da più parti si lamenta la lentezza con cui governi e istituzioni sovranazionali adottano misure concrete per fronteggiare l'allarme clima. 
La scienza, da parte sua, preannunciava già dalla metà del secolo scorso i possibili scenari futuri. 
Accanto a quella climatica, già nel 1972 si parlava di crisi alimentare, di inquinamento e di risorse non rinnovabili. 
Ma in quale preciso momento e soprattutto in che modo nel corso della seconda metà del Novecento è affiorata - nella comunità scientifica, nei movimenti d'opinione, nel dibattito pubblico - 
la questione ecologica? 
Quando ci siamo accorti che le risorse erano finite? Quando abbiamo capito - anche a fronte di disastri ambientali e catastrofi industriali che hanno prodotto traumi collettivi - che il nostro è un ecosistema fragile e che dalla sua salute dipende il benessere di tutti noi? "Profezie verdi" è un'antologia di testi che esplora le voci dei primi movimenti ambientalisti e le connette alle ipotesi più avanzate di riformulazione dei modelli economici oggi ancora dominanti. 
Un volume che esplora la nascita della "sensibilità verde", connettendola al tema della cura dei territori e delle comunità, all'etica e all'economia, all'emergere di una reazione che, dal basso, si è mobilitata per un diverso rapporto tra uomo e ambiente, sviluppo e qualità degli ecosistemi.

Invito all'acquisto in una libreria di quartiere o feltrinelli 

mercoledì 22 dicembre 2021

TAGLIARE LE SPESE MILITARI FINANZIARE POLITICHE DI PACE L'appello dei Nobel, le parole del Papa, le Campagne per il disarmo

 TAGLIARE LE SPESE MILITARI

FINANZIARE POLITICHE DI PACE

L'appello dei Nobel, le parole del Papa, le Campagne per il disarmo

Dal Movimento nonviolento 

L’appello di 50 premi Nobel e accademici “Una semplice concreta proposta per l’umanità”, ha un grande merito: quello di aver posto al centro dell’agenda politica globale la necessità della riduzione delle spese militari. L’obiettivo è ragionevole e possibile: un negoziato comune tra tutti gli Stati membri dell’ONU per ridurre del 2% ogni anno, per 5 anni, le spese belliche di ciascun paese, liberando così un “dividendo di pace” di 1000 miliardi di dollari entro il 2030.

Questa proposta si va ad aggiungere e rafforza altre proposte avanzate negli anni nella stessa direzione: Papa Francesco ha scritto nell’Enciclica Fratelli tutti: “E con il denaro che si impiega nelle armi e in altre spese militari costituiamo un Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame e per lo sviluppo dei Paesi più poveri”. E in occasione della Giornata mondiale della Pace del 1° gennaio 2022, Papa Francesco ribadisce: “È dunque opportuno e urgente che quanti hanno responsabilità di governo elaborino politiche economiche che prevedano un’inversione del rapporto tra gli investimenti pubblici nell’educazione e i fondi destinati agli armamenti. D’altronde, il perseguimento di un reale processo di disarmo internazionale non può che arrecare grandi benefici allo sviluppo di popoli e nazioni, liberando risorse finanziarie da impiegare in maniera più appropriata per la salute, la scuola, le infrastrutture, la cura del territorio”.

La Campagna mondiale GCOMS (Global Campaign on Military Spending - campagna internazionale sulla spesa militare), promossa dall’International Peace Bureau (IPB, Premio Nobel per la Pace 1910) si pone come finalità principale  la richiesta urgente di uno spostamento di fondi (almeno il 10% annuo) dai bilanci militari verso la lotta contro la pandemia da Covid-19 e il rimedio alle crisi sociali e ambientali che colpiscono vaste aree del mondo. 

Dunque, la direzione da intraprendere è condivisa, ma qual è la strategia efficace per raggiungere l’obiettivo? I premi Nobel propongono un approccio multilaterale, negoziati razionali per una riduzione comune e concomitante che mantenga l’equilibrio e la deterrenza; il beneficio di questa cooperazione deriva da un fondo globale utilizzato per affrontare i problemi comuni (riscaldamento climatico, pandemia, povertà) e da una parte di risorse lasciate a disposizione dei singoli governi per reindirizzare la ricerca militare verso applicazioni pacifiche. È una strada realistica? C’è davvero la volontà politica di tutte le nazioni di scegliere il disarmo controllato e bilanciato? La storia degli accordi bilaterali di disarmo INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) e START (Strategic arms reduction treaty) tra USA e URSS, negli anni ‘80, per il ritiro delle armi nucleari strategiche, dimostra che la strada del disarmo è possibile, praticabile e può dare risultati. Dopo le delusioni per i continui rinvii e fallimenti degli accordi SALT (Strategic Arms Limitation Talks) degli anni ‘70, il rapporto cambiò per la disponibilità al dialogo tra Reagan e Gorbaciov, ma furono i passi unilaterali di Gorbaciov ad imporre un clima  di fiducia e dunque la fine della guerra fredda: Gorbaciov annunciò una moratoria unilaterale sui test di armi nucleari ed il 1° gennaio 1986 avanzò una proposta per la messa al bando di tutte le armi nucleari entro il 2000; nel dicembre 1988 fu ancora Gorbaciov ad annunciare alle Nazioni Unite un ritiro unilaterale di 50.000 soldati dall’Europa orientale e la smobilitazione di 500.000 truppe sovietiche. Nel 1990 Gorbaciov ricevette il premio Nobel per la Pace “per il suo ruolo di primo piano nel processo di pace”. Ci vuole sempre chi inizia facendo il primo passo. 

Gandhi diceva che la dottrina della nonviolenza resta valida anche tra Stati e Stati: “prima del disarmo generale qualche nazione dovrà iniziare a disarmarsi; il grado della nonviolenza in quella nazione si sarà elevato così in alto da ispirare il rispetto di tutte le altre”. 

Proprio per rafforzare e iniziare a praticare l’appello dei Nobel, del Papa, e delle Campagne disarmiste sostenute dall’opinione pubblica, ci vuole chi fa un primo passo, che sarà seguito da passi altrui. L’Italia può dare un esempio virtuoso, senza mettere in discussione la sua politica di difesa e sicurezza garantita dall’articolo 52 della Costituzione, ma ottemperando al dettame di ripudio della guerra dell’articolo 11: applicare una “moratoria” sulle spese aggiuntive dei programmi per nuovi sistemi d’arma, un taglio di 5/6 miliardi da spostare subito su capitoli di spesa per politiche di pace e cooperazione. È quello che chiedono Rete Pace e Disarmo con Sbilanciamoci!, e che da anni sostiene la Campagna “Un’altra difesa è possibile” per il riconoscimento della Difesa civile non armata e nonviolenta (protezione civile, servizio civile, corpi civili di pace) da finanziare con fondi sottratti alle armi. Una proposta di Legge che istituisce il Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta è depositata in Parlamento; la sua discussione e approvazione in questa legislatura rappresenterebbe, insieme all’attuazione della moratoria per le spese di nuovi sistemi d’arma, quel “primo passo” nella giusta direzione della nostra nazione, che così potrebbe presentarsi al tavolo dell’Onu per sostenere con autorevolezza la “semplice concreta proposta per l’umanità” presentata dai premi Nobel.

Non c’è tempo da perdere. Bisogna fare presto a disarmare la guerra e finanziare la pace.