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domenica 26 ottobre 2025

L'invenzione di Milano. Un libro per interpretare la città e i suoi mutamenti

 


Gilberto Rossi intervento alla presentazione del libro di Lucia Tozzi "l'invenzione di Milano". Milano piazza Baiamonti 


 volevo dare due elementi Comunque grazie mille Lucia dottoressa Tozzi per questo libro andrei anche se volete un passo indietro perché forse ci ricordiamo tutti nel 2005 quando hanno fatto la fiera di Milano però la fiera verrebbe da dire anche dove la volevano fare prima zona Lacchiarella benissimo Secondo me tutto quello che è stato detto sul discorso che facevamo noi alla fine da attivisti "deturnavamo" le parole del potere per dargli un altro significato probabilmente sono diventati più forti noi e loro hanno preso quelle che erano le nostre creazioni anche culturali e immaginifiche e sono andate loro a riprenderlo prima infatti c'è il prime che viene sponsorizzato dalle multinazionali e si organizzano non ci sono i collettivi Ma ci sono i dipendenti di Microsoft dipendenti di un altro piuttosto che quindi però volevo dare un punto di vista solamente voglio fare pessimista però mi sono sentito di dirlo anche l'altro giorno perché anche la questione è di San sirott sono delle cose archetipiche simboliche se vogliamo ma nel frattempo lo ricordava Monguzzi che è l'unico che viene un minimo botta perché agli altri veramente imbarazzante vuol dire poco Cioè ha dato più il permesso di costruire sala che quando c'era Letizia Moratti e Albertini messi insieme e quindi io la cosa che vedo e mi sono permesso di dire anche l'altro giorno ho ricordato quello che succederà da poco a meno di Mille giorni cioè Siamo in crisi climatiche non c'è più la neve e questi le Olimpiadi Invernali Milano Cortina senza andare a ripetere la stessa cosa che mi ricorso ha detto usiamo la pista di pattinaggio di Torino che gli austriaci hanno detto usiamo quello però arrivando con gente che ha vinto sul punto qua sul discorso questo che qualcuno a buttar cercano di rompere la sinistra o presunta tale No con il discorso del museo della Resistenza io citavo Ma scusa dove ha fatto la biblioteca degli alberi il bosco verticale che anche lì Mica c'è Non mi ricordo nemmeno più come si chiama talmente utilizzato come simbolo della Resistenza no che ci sono dato 3-4 conferenze la casa della memoria no anche lì con diciamo il fatto che siamo diventati una cosa totalmente proiettata nell'immanenza nel momento che non c'è una visione Beh viene da dire anche come provocazione non è che questi signori

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perché il tuo gesto oggettivamente ieri

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il verso Siamo bravissimi direttamente

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forse un po' più quando iniziato a far

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politica ero più piccola su quasi sempre

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più piccolo Adesso vedo qualcuno più

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giovane di me però non è che vedevo

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tutti questi collettivi in realtà poi

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basta che ci garbare fuori dalle scuole

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se ti lasciassero parlare cioè

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che seguono su queste cose non è che

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cadono tutti nel pelo però nel senso non

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siamo stati nemmeno Capaci dopo Expo che

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Expo è stato un flop incredibile Perché

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lo pagheremo ancora lo stiamo ancora

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pagando cioè la questione se andate a

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romperlo in quella zona Cioè è veramente

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un incubo tutto quello che sta avvenendo

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tutto quello che avevano detto io mi

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ricordo che ce l'ho fatto discussioni

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anche con Fiorello col piano tedrighini

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e gli altri quando ne avevano tirato

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fuori la questione del referendum perché

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dico ma ascolta ma si sta facendo le

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lotte perché penso che tutti vi

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ricorderete che il comitato non Expo

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aveva fatto i carotaggi e praticamente

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gli inquinanti li avevano detto tutti

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sotto 15 metri le targhe che sono

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dismesse da un po' di anni

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i metalli pesanti di inquinanti ci

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mettono tanti anni andare giù quindi

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basta che te scaglia 15 metri e li trovi

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loro hanno fatto i canottaggi la 69

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metri per questo motivo del video

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Praticamente il settore

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e

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no questo era per partire quindi del

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2007

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il passaggio della fondazione fiera poi

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adesso anche questi che ci parlano di

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San Siro spostarlo di qua di là e poi

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viene a mancare completamente anche da

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qua l'assenza di consiglieri comunali

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preparati e sul prezzo come io mi

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ricordo gli interventi di Anita in un

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consiglio comunale ma comunque anche

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quando il presidente Basilio Rizzo

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perché era presidente del consiglio

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comunale

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metteva i punti e c'era la democrazia

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adesso che si lamentano tutti che non

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riescono a discutere di alcuni punti

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successivo però arrivando perché la

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politica deve avere anche un minimo di

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dignità non voglio fare quello che

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condivido in pieno su tutti gli

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architetti e gli ordini senza andare ad

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entrare in altre cose Chi fa le liste

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politiche le liste elettorali non sono

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più le situazioni dei partiti tanti lo

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dicono sono i vari ordini degli

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architetti degli avvocati Infatti vedere

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come vi consiglio comunale che quando

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c'è il 25 aprile colpi Anzi l'ultima il

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primo maggio uno si aspetta prima quando

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c'eravate voi tutti la foto selfie che

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erano in corteo adesso no la foto

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orsetti che sono a fare la maratona

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al mare altre cose cioè quindi anche

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nella narrazione che vanno a lavorare

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penso che dobbiamo tornare a lavorare

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sui contenuti però la questione adesso

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ci stanno frammentando no Alla fine

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siamo qua presenti cerchiamo di fare le

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cose però da tutto lì come provocazione

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dobbiamo darci delle scadenze aperte a

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tutti i movimenti Io penso che il fatto

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che quelli che sono lì nei verdi che

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hanno avuto questa botte di fortuna che

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sono stati eletti non siano minimamente

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Verdi perché se no figure come me come

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fedrighini o altri verbi storici che

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sono stati messalato pensate nel

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Municipio 4 Erika Soana che ha fatto

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degli sgombri che neanche decorato

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avrebbe fatto questa ragazza che non so

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27 28 anni io non l'ho mai visto

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un'iniziativa ambientalista con 70 voti

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gli danno l'assessorato Andrea giorcelli

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con 350 voti nulla per un verde storico

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però qua entreremo nella storia dei

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verdi però questa cosa è importante da

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conoscere come dinamica perché non mi

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stancherò mai di dirlo quando nel 2016

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per la prima volta i verdi dagli anni 80

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non sono presenti quando fanno questa

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guerra che presentano quella cosa strana

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con la freccia destra che la chiamano

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sinistra terminale dobbiamo andare a

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riprendere questo però entrando nel

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concreto Adesso noi dobbiamo portare

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avanti questa lotta dobbiamo avere anche

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il coraggio Quando arrivano i

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consiglieri comunali e i quali dico sono

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quelli della mia parte dall'intervento

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che ho fatto lunedì mettendomi ad urlare

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No non ci potete stare qua la lotta è

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nostra se venite qua o d'uscita dalla

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maggioranza ho fatto un altro un

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qualcosa non venite qua a farvi il Green

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washing o l'altro o poi dopo la foto su

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Facebook e chiudo con l'ultima cosa devi

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immaginare che secondo me è veramente

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folle però può tornare no questo ti

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parlo per chiederci ci vorrebbe un altro

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libro su questo

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stupidate

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ho seguito sin dall'inizio questa cosa

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che adesso mi verrebbe da usare anche

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Determina un po' forte diciamo la

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questione dello sharing della

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condivisione tutte queste cose poi io

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rientro faccio giocoleria anche Quindi

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dentro al primo titolo coloro che

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chiamano i fricchettoni Poi c'è pure i

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capelli lunghi no Quindi elencarono

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tutte sono vegetariano Anche Però la

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cosa dello share della condivisione Ma

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va bene tutto quando però c'è un minimo

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di logica i Promos nel 1965 le famose

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biciclette bianche ci ha fatto una

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canzone anche Caterina Caselli la

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bicicletta bianca in condivisione non è

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il tecnico costa una fucilata al primo

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convegno di presentazione del like me

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poi vi avevo chiesto la mia compagna

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dell'università bahran quanto era la

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manutenzione di ogni singola bicicletta

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può essere il prezzo era di 1.200 euro

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l'anno circa tra 1000 100 pezzi

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cosa sono aumentato le atmos Scusa ma

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con quei soldi lì compriamo le

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biciclette le regaliamo ai cittadini e

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facciamo anche prima no perché ieri

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vedere la pubblicità della consigliera

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che dice il back me anche la sera no Il

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problema non è quello io poi di solito

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devo terminare un intervento diverso È

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andato bene il fatto che avete

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presentato il libro alle 6 gli ultimi

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tre treni per andare in provincia io poi

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vado in bicicletta più treno Quindi me

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la puoi dare gli ultimi 5-6-7 km per

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arrivare a casa Mi faccio pedalando però

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adesso con tutti a Milano poco il

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modello Milano narrazione Milano mezzi

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pubblici per arrivare a 15 km da qua non

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sono basta non ce li ho più i pullman

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che ore sono Le 7:30 Ecco l'ultimo

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pullman era alle sette e mezzo alle 7:40

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così ora che arrivo perché poi anche il

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fatto che nel racconto hanno tutti

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sull'immaginario quando c'era il gamba

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di legno 257 arrivava in Piazzale

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Firenze no poi l'hanno spostato un po'

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fuori poi io gli anni del delle

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superiori

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Ok termino su questo però era per dire

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come l'hanno spostata e che anche questa

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è una forma di centrification però non

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usiamo per LG PlayStation 3 usiamo

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l'esposizione da Ok il termine sequestro

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però è importante Piazza Firenze poi

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Piazzale Lotto Lampugnano e adesso

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Molino Dorino

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e tanti cambiano in rottiere per piacere

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la metropolitana Cioè quindi il discorso

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è proprio di espulsione Come viene fatto

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grazie



Gilberto Rossi legge 
L'invenzione di Milano di Lucia Tozzi 
Introduzione e capitolo 1


Capitolo 2 
Cultura e rendita 

Capitolo 3
La classe gentrificatrice


Prosegue 

mercoledì 20 settembre 2017

Etica o etichetta? una nuova consapevolezza alimentare.

Sono stato sollecitato e stuzzicato da un dibattio fasbucchiano a dire la mia su questo tema: il tema della consapevolezza alimentare.
pre,premessa avevo appena pubblicato sulla mia pagina pubblica di facebook questo articolo
SEMPRE PIù VERDE A TAVOLA, LA SCELTA VEGETARIANA DEI PREMI NOBEL
http://www.stoccolmaaroma.it/2017/la-scelta-vegetariana-dei-nobel/
Premessa, il tutto nasce da un articolo gravemente offensivo verso chi coraggiosamente compie la scelta vegan; da quell'articolo che paradossalmente attribuisce ai vegan le cause dell'accelerazione capitalista, verso monoculture etc, partendo dal folle assunto che i "vegani" si nutrano di avocado, anacardi e soja, quando da ecologista e ecoattivista, nonchè promotore da 15 anni di iniziative per la "consapevolezza alimentare" e per promuovere "stili di vita nel rispetto dell'ambiente e di tutti gli esseri viventi", ricordo bene che forse in una sola iniziativa, abbiamo consumato del Tofu, cioè un alimento a base di soja.
Un altro elemento per sgomberare subito il campo da equivoci e evidenziare la malafede dell'autore dello pseudoarticolo e che l'autore evidenzia, come la scelta Veg, e Vegan, sia ormai alla ribalta e vi siano anche personaggi di spicco che la promuovono;
va di ricordare che Tolstoj e tanti altri hanno promosso questa scelta, anche i maggiori atleti del secolo scorso.
Personalmente, quando mi chiedono:
"perchè dei vegetariano?" (o nei periodi Vegan, idem, "perchè sei Vegan?")
La strategia per la risposta è: "sarebbe troppo lungo da spiegare, in parte furono motivazioni etiche, motivazioni politiche e sociali, poi, ovviamente quelle della salute, visto che la reazione del corpo quando si eliminano i cibi animali è come per un fumatore quando smette di fumare, pare tutto nuovo e più funzionale".
La chiudo bruscamente qua, invitando, a brevi periodi di cambio di abitudini alimentari e passo oltre, al vero motivo che mi spinge a scrivere e dedicare spazio a questo tema.
Etica o etichetta?
Viviamo il periodo dell'etichetta, del "tacciare", definire e catalogare, senza conoscere, senza voler conoscere e come dall'articolo citato, senza capire o meglio, per denigrare e ridicolizzare;
nella discussione di facebook, non potevo evitare di chiedermi se al "potere" dia più fastidio la scelta di una alimentazione consapevole o la scelta di muoversi in bicicletta; possiamo tranquillamente aggiungere, tra i meccanismi di sussunzione, come dalla "economia del dono", ancestrale in molte società del passato o comunque, "nascoste", si banalizzi il tutto una economia "sharing", tradotta brutalmente in economia della condivisione, ma comunque "prezzata".

Benissimo, penso che su questi temi, di filosofia e di alimentazione potrei scriverne per ore e ore, ma preferisco, pensando alla mia "luminosissima" professoressa di Filosofia politica, salutarVi con una sua battuta e soprattutto sperando di averVi indotto a farvi domande e a non prendere mai nulla per buono o negativo a priori.

"Etica o etichetta?
e cos'è l'etichetta se non una piccola etica che si pone solo come strumento pregiudizievole?!"

G.R.R.
nota, articoli a cui si riferiscono le considerazioni
vita-di-un-vegano-non-etica/ articolo antivegan
a seguire due testi on line di risposta
http://www.medicinapiccoledosi.it/ambiente/perche-non-ce-nulla-etico-nella-vita-matteo-lenardon/
post scrittum, aprirei una riflessione anche sullo strapotere dell'algoritmo che decide cosa vedere e cosa no.
Perché non c’è nulla di etico in quell’articolo sui vegani
Chiedo venia per il papiro, scritto male causa giornata a base di frigne di mio figlio, ma c'è un articolo brutto che gira tra molti miei contatti, e sono un po' dispiaciuto nel vedere persone che ritengo brillanti cadere vittima in buona fede di un simile pozzo nero di disinformazione. Visto che ci si cade tutti prima o poi, no hard feelings e spero di far cosa gradita.
Riassumendo l'articolo per chi non lo avesse letto ( http://thevision.com/scienza/vita-d... ): su una nuvoletta di sarcasmo dopo l'altra l'autore prende la parte più scema dei vegans (eh, una conduttrice con l'aria da dumb blonde fa la vegana: vaghissimo sessismo implicito a parte se ne dovrebbe dedurre che tutti i vegani sono scemi come l'acqua, immagino? L'avvelenamento del pozzo dovrebbe essere ovvio fin da qui) fino a estrarre un ricettario vegan a casaccio -che diventa magicamente "ricettario-bibbia della comunità vegana italiana". Da qui si selezionano accuratamente dalle ricette quei vegetali che hanno contemporaneamente un eco hipster (quinoa, soia, anacardi, avocado, etc.) le cui pratiche di coltivazione sarebbero problematiche dal punto di vista ambientale e/o etico, per arrivare al prevedibile HAHA CHECKMATE VEGANI.
Io sono vegano circa quanto un gatto, e ho cenato con un bucket di pollo fritto da KFC solo 48 ore fa, ma questo non significa che bisogni buttare via l'onestà intellettuale. Spoiler alert: praticamente TUTTE le coltivazioni soffrono qua e là di problemi etici: senza scomodare paesi esotici, basti vedere il famigerato discorso raccoglitori di pomodori nel sud Italia. Però i pomodori non sono un cibo buffo da ricettario dei veggie bar da modella di Instagram, sono il condimento-base di pizza e pasta di generazioni di rudi e razionalissimi carnivori italiani, ergo l'autore si guarda bene dal citare la questione. Idem per cose banalissime come il riso ( cfr. https://www.economist.com/news/asia... per esempio) e mille altre coltivazioni. E, sì, non ho dubbi che la crescita nell'utilizzo e l'aumento di coltivazioni di avocado, mandorle e compagnia porti a problemi etici ed ecologici, come per *qualsiasi* pianta coltivata, non foss'altro perché hanno bisogno di acqua e terreno e il sistema economico e politico in vigore nel mondo fa sì che se la gente vuole gli avocado (o le banane, o i pomodori) a basso prezzo, allora fuck everything e si brasa tutto per avere quel prodotto. Una delle poche affermazioni ragionevoli dell'articolo è infatti che la vera alternativa etica, da questo punto di vista, è non mangiare nulla. Resta il problema che i vegan, che io sappia (o almeno i vegan ragionevoli) non millantano che il loro cibo sia etico *in assoluto*. Semmai, essendo quasi sempre antispecisti ritengono una scelta etica il non nutrirsi di carne di animali, all'incirca per lo stesso motivo per noi cui non-vegani non ci nutriamo di carne di bambini o di impiegati del catasto: li riteniamo soggetti etici che non è ammissibile sventrare e divorare, a prescindere dal resto. Possiamo pensare quel che vogliamo dell'antispecismo ma bisognerebbe perlomeno aver letto qualcosa al riguardo (a partire da "Practical Ethics" di Singer) prima di ridergli in faccia.
E quindi, la tragedia delle sgusciatrici di anacardi e le altre elencate sono tanto serie e interessanti quanto irrilevanti al problema. A meno di dati che mi dimostrino il contrario 1)sospetto che i vegani rappresentino una scarsissima minoranza dei consumatori di anacardi/avocado/mandorle 2)non sei obbligato a mangiare anacardi (e neanche quinoa o mandorle o avocado, e probabilmente neppure soia) per essere vegan e mantenere un'alimentazione equilibrata.

Quanto al discorso ambientale, se questo articolo volesse fare informazione non andrebbe a fare cherry-picking per darti informazioni parziali, come fa lamentando che se mangiassimo tutti soia invece di carne aumenterebbe la superficie arata. Andrebbe a cercare quali tipi di alimentazione sono ecologicamente più o meno sostenibili, e quoterebbe correttamente le sue fonti. Per esempio, lo studio del WWF che cita, con la sicurezza che nessuno va a leggersi l'abstract, scrive ( https://dspace.lib.cranfield.ac.uk/... ):
"A vegetarian diet (with dairy and eggs), a 66% reduction in livestock product consumption, and the adoption of technology to reduce nitrous oxide emissions from soils and methane from ruminants are measures that each have the potential to reduce direct supply chain emissions by 15-20%. Modifying consumption has a particularly important role to play and consumption measures offer opportunities for reductions that could be implemented in the near future. In addition, consumption measures align with other public policies, particularly health. A switch from red to white meat will reduce supply chain emissions by 9% but this would increase our reliance on imported soy meal substantially. Our analysis indicates that the effect of a reduction in livestock product consumption on arable land use (which is a critical component of the link with deforestation) will depend on how consumers compensate for lower intakes of meat, eggs and dairy products. A switch from beef and milk to highly refined livestock product analogues such as tofu and Quorn could actually increase the quantity of arable land needed to supply the UK. In contrast, a broad-based switch to plant based products through simply increasing the intake of cereals and vegetables is more sustainable. We estimate that a 50% reduction in livestock production consumption would release about 1.6 Mha of arable land (based on the yield of crops supplying the UK) used for livestock feed production. This would be offset by an increase of about 1.0 Mha in arable land needed for direct crop consumption (based on UK yields). In addition to the release of arable land, between 5 and 10 Mha of permanent grassland would be available for extensification, other uses, or re-wilding."
Quindi sì, se non sostituisci TUTTA la carne oggi consumata con del tofu (e non ne hai assolutamente bisogno) mangiare vegetariano/vegano è MEGLIO, dal punto di vista del rilascio di terre arabili.
Quanto alle emissioni di CO2, gran parte della letterature è concorde che una dieta ad altissimo contenuto vegetale sia quella piu sostenibile. Ci verrebbe di mezzo un po' di pesce, almeno secondo alcune fonti: peccato che il pesce abbia altri problemi ecologici. Cfr. http://ajcn.nutrition.org/content/8...
"Beef is the least efficient way to produce protein, less efficient than vegetables that are not recognized for their high protein content, such as green beans or carrots. The most climate-efficient way to consume protein is to eat a mixture of cereals, legumes, and fish caught in a fuel-efficient way (see Figure 1). Unfortunately, the fish stock is under severe threat with many stocks that are over- or fully exploited (17), leaving environmentally conscious consumers with mainly vegetarian alternatives."
In generale, l'impatto di una dieta contenente carne è quasi sempre peggiore di quello di una dieta vegetariana e vegana: http://ajcn.nutrition.org/content/8...
"Results show that, for the combined differential production of 11 food items for which consumption differs among vegetarians and nonvegetarians, the nonvegetarian diet required 2.9 times more water, 2.5 times more primary energy, 13 times more fertilizer, and 1.4 times more pesticides than did the vegetarian diet. The greatest contribution to the differences came from the consumption of beef in the diet.”
Si potrebbe andare avanti; la questione è complessa, per carità, e ci sono numerosi margini di discussione accademica (a partire dalle ricadute economiche, e da quelle nutrizionali sulle classi economicamente più deboli, ad esempio). Ma non è fare debunking scientifico che mi interessa. Sono altre due cosette che vorrei invece buttare sul piatto.
La prima è che bisognerebbe studiare bene (se già non è stato fatto) il disprezzo che certi segmenti esternano verso i vegani -disprezzo che serpeggia in gran parte tra segmenti del pubblico che spesso si piccano di essere "razionali"- e il virtue signalling in merito. Perculare vegani sembra una specie di badge per segnalare al prossimo di stare da una certa parte, dove "parte" è un frame ideologico dove la patina di razionalpositivismo non è che un paletto tribale intorno al quale raccogliersi.
La seconda è che questo articolo non è semplicemente difettoso o di parte. Questo è un hatchet job dove si isolano informazioni dal loro reale contesto per porle in una narrativa che cerca di rassicurarti che quelli che mangiano piante sono tutti hippies scemi e tu che mangi wurstel sei uno figo e razionale e intelligente. Ci sono molte discussioni sensate e molte cose che si potrebbero dire pro o contro l'essere vegani, ma questo articolo non serve a ciò. Non è informazione. È una roba brutta, una roba sbagliata, una roba preoccupante. Non è neanche propaganda: è fondamentalmente un modo per rafforzare il reciproco consenso lisciando una narrazione interna di pancia, patinandola male di dati e di rispettabilità. È una roba fatta esclusivamente per essere rimpallata, condivisa e creare una trincea ideologica al di là di qualunque volontà di analisi reale dei fatti. È peggio delle fake news, perché non c'è nulla di banalmente "fake", c'è un metodo Travaglio di distorsione ad arte fatta escludendo contesti e suggerendone altri per creare una narrazione ad arte da una serie di dati disgiunti. Non è diverso da più o meno sapienti distorsioni che si fanno su vaccini, trivelle, ogm, climate change e così via. Solo che, siccome questo specifico frame ideologico è condiviso da molte persone che sono (o vorrebbero essere) normalmente razionali e intelligenti, le frega facilmente. Perché tutti noi siamo esseri umani, e se vediamo una narrativa a noi perfettamente congeniale facciamo cadere rapidamente le difese cognitive che dovrebbero metterci sull'attenti.
È un meccanismo che esiste da sempre e che esisterà sempre, per carità, niente mala tempora currunt. Solo vi prego di tenere a mente l'onestà intellettuale, e di esigerla sopratutto quando qualcosa pare supportare la nostra visione del mondo. Ci facciamo tutti un favore, soia o roastbeef non importa.