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lunedì 27 gennaio 2025

Gallarate (Va) chiama Europa. Go Greens!! 27.1.2025

 Nella sintesi del Professore e fondatore dei Verdi, Carlo Monguzzi, la contrarietà ecologista a un progetto che rischia di pregiudicare il futuro delle giovani generazioni, nelle mie considerazioni, il motivo simbolico di questa lotta di civiltà e il grazie ai ragazzi e ai Gallaratesi. 

La lettera alla COMMISSIONE PETIZIONI DELL'UNIONE EUROPEA








Questa la nota stampa di due nostri iscritti Verdi 






venerdì 20 ottobre 2023

Vietiamo il glifosato (e proteggiamo la natura)

 18 ottobre 2023 

Venerdì scorso la proposta di autorizzare l’uso del glifosato (il pesticida che uccide la biodiversità) per altri dieci anni non ha ottenuto la maggioranza.

È una vittoria, ma non abbiamo ancora vinto la battaglia. Nei prossimi giorni la Commissione europea dovrebbe presentare una nuova proposta di proroga, questa volta per un periodo più breve. Ma nessuna negoziazione renderà questo veleno innocuo! Abbiamo bisogno del tuo aiuto per mantenere alta la pressione.

La nostra petizione ha già raccolto più di 100.000 firme da tutta Europa, ora speriamo di poter contare anche sulle vostre.

Nelle prossime settimane avremo la possibilità di vietare l'uso del glifosato in Europa. 

Il glifosato, l'agente attivo del Roundup, prodotto da Bayer-Monsanto, è un pesticida utilizzato non solo in agricoltura, ma anche nelle aree urbane. Sappiamo che è devastante per la biodiversità: uccide (quasi) tutto.

Non abbiamo bisogno del glifosato per un'agricoltura produttiva, né per il controllo delle erbe infestanti. Il glifosato dovrebbe essere vietato.

Cinque anni fa eravamo molto vicini a vietare il glifosato in Europa, con milioni di europei che lo chiedevano. Tuttavia, con una votazione molto ravvicinata in seno al Consiglio dei Ministri, l'uso è stato approvato per altri cinque anni.

Quest'anno la Commissione europea ha avviato un nuovo processo di approvazione del glifosato. Mentre milioni di europei chiedono da anni di porre fine all'uso del glifosato, la Commissione europea e gli Stati membri dell'UE si rifiutano di ascoltare. Si prevede che presto, in una riunione a porte chiuse, apporranno il timbro sulla nuova approvazione dell'uso del glifosato. In altre parole, daranno un assegno in bianco alle grandi aziende che guadagnano milioni vendendo un pesticida che distrugge la nostra biodiversità e minaccia la nostra salute.

Dobbiamo far sapere loro che questo è inaccettabile.

firma al link sotto

https://act.greens-efa.eu/it/glifosato

 



domenica 1 gennaio 2023

Buon 2023! Marcia della Pace. Corbetta 1 gennaio 2023

 Consueta tradizione, l'iniziativa pacifista del primo gennaio, ha visto tanti cittadini, sindaci, associazioni e partiti presenti.

Ascoltiamoli

A 40 giorni dalle elezioni lombarde, vale la pena ricordare la votazione in deroga alla normativa europea sulla vendita di armi

martedì 7 gennaio 2020

Buon lavoro ai Verdi austriaci!

Questa mattina in quel di Vienna, direzione parlamento, in bicicletta, Leonore Gewessler e i Verdi.
La democrazia è una pratica, e nella forma si sostanzia, scriveva qualcuno, qualche tempo fa:
I Verdi austriaci, hanno elaborato una piattaforma politica chiara e precisa, in questi 100 giorni dalle elezioni, è stato tanto e complesso il lavoro di mediazione, e di rielaborazione per arrivare a una sintesi che possa dare all'Austria un governo.
Trovato l'accordo con i popolari, nella giornata di sabato 4 gennaio, a Salisburgo, è stato ratificato dall'Assemblea Nazionale dei Verdi dell'Austria, quasi all'unanimità, il mandato ha formare un governo.
Sul sito dei Die Grunen trovate elencati i vari punti 
(da ecologisti europei, troviamo liete conferme).
Alla Hofburg di Vienna ha giurato il nuovo governo austriaco, il primo con una rappresentanza verde. Alla presenza del presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen si è insediato l'esecutivo 'Kurz bis'.

Leonore Gewessler  (VERDI)
e il Presidente della Repubblicva Austriaca Alexander Van der Bellen (VERDI)
Dieci ministri appartengono al partito popolare Oevp e quattro a quello ecologista. Il giuramento è avvenuto esattamente 100 giorni dalle elezioni politiche e 224 giorni dalla caduta dal primo governo Kurz di Oevp-Fpoe. L'ultradestra di Heinz Christian Strache era infatti inciampata prima sull'Ibiza-gate e poi sullo scandalo delle spese pazze.

Austria. I Verdi al governo con Ovp, accordo su punti chiari e votati all'assemblea nazionale a Salisburgo

Austria, insediato governo Verdi-Övp
 BOLZANO, 7 GEN - Alla Hofburg di Vienna ha giurato il nuovo governo austriaco, il primo con una rappresentanza verde. Alla presenza del presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen si è insediato l'esecutivo 'Kurz bis'. Dieci ministri appartengono al partito popolare Övp e quattro a quello ecologista.
video diretta insediamento governo Austriaco 
    Il giuramento è avvenuto esattamente 100 giorni dalle elezioni politiche e 224 giorni dalla caduta dal primo governo Kurz di Övp-Fpö. L'ultradestra di Heinz Christian Strache era infatti inciampata prima sull'Ibiza-gate e poi sullo scandalo delle spese pazze. 
Il giovane leader conservatore torna così al Bundeskanzleramt, la sede della cancelliera che si trova proprio di fronte alla Hofburg. Nel frattempo l'Austria è stato guidato da un governo tecnico guidato dalla cancelliera Brigitte Bierlein. 
fonte: http://www.ansa.it

venerdì 6 settembre 2019

Paolo Gentiloni Commissario Europeo per gli Affari Economici 5.9.2019

I migliori auguri di buon lavoro a Paolo Gentiloni, per questa importante nomina.
Ricordiamo, già direttore della rivista di Legambiente "La Nuova Ecologia".


https://www.corriere.it/politica/19_settembre_05/paolo-gentiloni-nuovo-commissario-europeo-78b6c862-cfc7-11e9-b1b2-ea5000c0ac17.shtml
Bios:
Classe 1954, sposato con l'architetto Emanuela Mauro e senza figli, Paolo Gentiloni Silveri è di origini nobili: un suo antenato,  Vincenzo Ottorino Gentiloni, firmò il patto che a inizio '900 segnò l'ingresso dei cattolici nella vita politica italiana. Educazione cattolica, scuola montessoriana e dopo liceo al Tasso, dove partecipò all'occupazione della scuola, con tanto di fuga da casa per partecipare a una manifestazione a Milano per l'anniversario di piazza Fontana, Gentiloni fa il suo esordio in politica nelle fila della sinistra extraparlamentare, entrando in contatto con il Movimento Studentesco di Mario Capanna. 
Si avvicina poi al movimento ambientalista di Legambiente dove trova Ermete Realacci e Chicco Testa e diventa direttore della rivista 'Nuova Ecologia', dove nel 1990 diventa giornalista professionista. E' questa esperienza ad avvicinarlo e legarlo a Francesco Rutelli: quando quest'ultimo viene eletto sindaco di Roma, Gentiloni è il suo portavoce.
Al Campidoglio svolge un ruolo chiave di raccordo con il mondo romano. Esperienza che viene alla luce con l'ingresso in giunta, con l'incarico importantissimo di assessore al Giubileo. Nel 2001 entra in Parlamento, nelle liste della Margherita di cui diventa responsabile della comunicazione. Ricandidato nel 2006, entra nel governo guidato da Romano Prodi con l'incarico di ministro alle Comunicazioni.
Partecipa alla fondazione del Partito democratico. Nel 2012 con un annuncio su Twitter si candida alle primarie per il sindaco di Roma, con il sostegno dell'ala renziana del partito, ma viene sconfitto da Ignazio Marino e David Sassoli. Eletto ancora in Parlamento nel 2013, entra nella commissione Affari esteri e quando Federica Mogherini lascia la Farnesina perché nominata Alta rappresentante Ue è lui ad essere scelto, nell'ottobre 2014, per prendere il suo posto. Ottimi rapporti con la comunità ebraica, con Israele e con gli Usa - il segretario di Stato John Kerry gli ha riservato parole molto affettuose la scorsa settimana a Roma - il suo primo atto ufficiale è stato contattare i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, al centro della crisi diplomatica tra Italia e India. Tra le questioni più delicata che si è trovato ad affrontare anche un'altra crisi diplomatica, quella tra Italia ed Egitto, dopo la morte del ricercatore Giulio Regeni.

mercoledì 21 agosto 2019

Verde e europeista: questa deve essere l’Italia. Di Monica Frassoni

Monica Frassoni, Co-Presidente dei Verdi Europei, in una lettera a Linkiesta per sostenere l’idea di un governo verde e europeista.
Caro Direttore, grazie davvero per avere avviato su Linkiesta, caso purtroppo unico e quindi ancora più meritevole, una discussione importante sul fatto che solo un serio programma verde e aggiungo io europeista, può dare un’anima e un senso a un eventuale governo che dovesse nascere dopo il patatrac salviniano. A meno di 24 ore dall’ora della verità rappresentato dal discorso del Presidente del Consiglio Conte, vorrei anche io dare un contributo, anche per animare il dibattito che si è aperto dopo il Suo articolo. Come hanno scritto praticamente tutti gli intervenenti, questa può essere un’enorme occasione per riportare l’Italia all’avanguardia dal punto di vista non solo economico e industriale di un vero Green New Deal che vede l’Italia tra i primi a sua insaputa, ma anche politico, come perfino una conservatrice finora abbastanza eco-indifferente come Ursula Von der Leyen ha capito. Le cose da fare per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici sono note, ma non sono ancora entrate nella zucca né dei politici di primo piano, che non pensano di guadagnare voti col verde, né dei media, che sono pigri e indolenti e si divertono molto di più a seguire Salvini sulle spiagge o Renzi redivivo. È anche per questo che è importante sottolineare che quand’anche nascesse un governo un po’ più verde degli altri, il lavoro per assicurare una vera transizione sarebbe solo all’inizio.
Io vedo tre azioni da mettere subito in campo per raggiungere il nostro scopo, e non solo da parte di chi sta dentro le istituzioni, ma anche da parte della società civile, del mondo economico e degli ecologisti ovunque dispersi, soprattutto se, come pare oggi, non ci saranno elezioni in autunno:

1. Definire al più presto pochi punti, precisi, chiari e soprattutto comuni, su quali devono essere le cose da fare subito per dare un’impronta verde e innovativa al nuovo governo, capace di essere capita subito dall’opinione pubblica;

magari si potrebbe anche mettersi d’accordo su una squadra dove politici e non, nuove leve e non, donne e non, costruiscano un insieme originale ed efficiente, disinteressato ai litigi della politica dei Twitter assassini e superficiali. Una discontinuità netta nelle persone sarebbe infatti la migliore garanzia della riuscita di questa difficile impresa. Tornando ai temi, la discussione sulla nuova legge di bilancio potrebbe vertere sul trasferimento di una parte importante dei 19 miliardi circa in sovvenzioni ambientalmente dannose su investimenti “puliti”, economia circolare, difesa del suolo e misure di mitigazione degli effetti già enormi dei cambiamenti climatici in atto: su questo sarebbe anche più utile “battere i pugni sul tavolo” a Bruxelles, che su sconti o condoni fiscali ed edilizi.
Poi si potrebbe subito mettere mano alla bozza attuale del Piano Clima ed energia che si deve presentare a Bruxelles a fine anno, per rivederne gli impegni tiepidini e assolutamente insufficienti, riprendendo davvero a spingere su energie rinnovabili ed efficienza energetica, coinvolgendo il mondo economico, ma anche cittadini ed enti locali in una vera e propria rivoluzione positiva. Senza dimenticare misure immediate di accompagnamento alla transizione e formazione, che possono anche basarsi su un uso migliore dei famosi Fondi europei 2014/2020 per occupazione, ricerca e PME, dissesto idrogeologico, bonifiche, che l’Italia ha usato per adesso solo per un miserrimo 20%. Altro atto significativo da mettere in cantiere rapidissimamente, si potrebbero chiudere le infrazioni ambientali alle leggi europee, che ci sono costate qualcosa come 589 milioni di euro dal 2011 ad oggi. Su questi punti, credo sarebbe possibile impostare una discussione seria e capace di consenso di un governo senza Salvini.

2. Darsi un tempo limitato, ma congruo per affrontare davvero sulla base di fatti e tolleranza reciproca e di occasioni organizzate e pubbliche di discussione

i punti critici che, al di là del merito, sono diventati dei miti e dei simboli di visioni radicalmente opposte e che potrebbero invece essere riportati a più razionale e pragmatica soluzione. Parlo della TAV e delle infrastrutture, di ILVA, dei rifiuti o autostrade, dei gasdotti, tutte questioni che devono essere affrontate non facendo finta di essere ancora negli anni ’90, ma alla luce delle priorità di riduzione delle emissioni e mitigazione dei loro effetti. I temi dello sviluppo industriale, della nuova agricoltura, della scienza e della salute, della giusta transizione, non possono infatti continuare ad essere trattati come in uno stadio o con slogan superficiali. Sono temi complessi, ma appassionanti e nessuno ha la verità in tasca. Personalmente, credo nella razionalità delle persone e sono convinta che questo dialogo, politico non accademico si intende, sarebbe utile e positivo. Non tanto per trovare compromessi impossibili, ma per ridiscutere priorità e importanza alla luce appunto del criterio mai usato prima dei cambiamenti climatici e della Green economy. Non dimentichiamo che ci sono in Italia più di 6 milioni di cittadini che vivono in aree fortemente inquinate e quasi 8 in territori fortemente a rischio di dissesto. Anche per questa operazione non bastano deputati o senatori. Ci vuole la partecipazione di associazioni, operatori economici e dei media.

3. Smettere di dividere il mondo fra ecologisti buoni e cattivi, per intenderci quelli dei SI, tanto carini, realisti e amici dei Gruenen, e quelli del NO, tutti conservatori, catastrofisti, settari e soprattutto fallimentari: questa eterna polemica è dannosa e ci indebolisce tutti: gli avversari sono altrove!!

Insomma bisogna smettere di dare pagelle di “verditudine” dei No e dei SI, di dividere i buoni verdi o ecologisti (quelli tedeschi e quelli dei Friday for Future) da quelli cattivi (quelli italiani, la sinistra, i comitati vari, dai NoTav ai NoTap), mischiando in modo molto ideologico e spesso, e lo dico con rispetto, anche un po’ disinformato, come hanno fatto in molti e non ultima Costanza Hermanin nel suo intervento su Linkiesta, contesti completamente diversi, battaglie decennali meritorie, risultati importanti, rivendicazioni sacrosante, con battaglie a volte di retroguardia, errori, chiusure e fallimenti, dimenticando il ruolo importante di proposta, di avanguardia e anche di resistenza giocato da molti dei supposti ecologisti del NO in un mondo pieno di SI distruttivi. Peraltro, giusto per dovere di cronaca, alla base del successo dei verdi tedeschi non c’è alcuna vittoria dei Realos contro i Fundis, divisione ormai obsoleta. Come dice il mio co-Presidente al Partito verde europeo Reinhard Buetikofer, leader dei Verdi tedeschi per un decennio, se ci fosse stata la vittoria di una parte sull’altra il partito non avrebbe superato le sue divisioni e oggi non avrebbe una costante ascesa del numero dei suoi membri.

La formula vincente è stata invece quella di essere radicali nell’analisi del bisogno di cambiamento; visionari nella formulazione degli obiettivi, pragmatici e organizzati nella loro realizzazione,

aperti alle alleanze necessarie con forze vive dell’economia e della società; e riuscire a mantenersi uniti e positivi, invece che litigare internamente e insultare gli avversari. Sagge parole, da applicare subito anche al variegato mondo ecologista nostrano. L’esperienza europea dimostra che una presenza autonoma di un partito Verde è necessaria per rafforzare la trasformazione ecologica cosi urgente e anche per “contaminare” il dibattito pubblico e gli altri partiti. Il risultato di Europa Verde alle elezioni europee rappresenta un segnale positivo pur se insufficiente che ci dice che è urgente organizzarsi per dare maggiore rappresentanza all’onda verde che faticosamente emerge anche in Italia: la svolta ecologista della politica non si può reggersi solo sulla conversione ancora improbabile del PD o sui fantastici ragazzi e ragazze dei Climate Strikes.

Ci vuole un processo aperto che possa favorire una presenza politica sul territorio in grado di avere un impatto sul dibattito politico e sulle decisioni di voto dei cittadini;

già si cerca di farlo, a partire dai Verdi italiani, da personalità di Possibile e di reti di attivisti della società civile che hanno partecipato all’avventura delle Europee, mirando a coinvolgere personalità del mondo economico ed associativo e di favorire la partecipazione dei tanti semplici cittadini e cittadine, che alla spicciolata stanno di nuovo interessandosi al tema della rappresentanza politica delle istanze ecologiste. Se poi la situazione precipitasse e si andasse ad elezioni, l’urgenza di una svolta verde da opporre alla deriva sovranista che è anche reazionaria e climato-scettica della Lega e di Fratelli d’Italia sarebbe anche più evidente: dovremo organizzare a tutta birra una lista ecologista aperta e plurale, che spero di chiamerà “Europa verde” come alle europee, e un’azione pubblica di mobilitazione e reciproca contaminazione tra le forze politiche democratiche, progressiste e almeno una parte dei 5stelle, per mettere al centro della campagna elettorale non inesistenti invasioni, ma le politiche positive per ridurre le emissioni e fare rinascere l’Italia col verde, i diritti di tutti e l’Europa.
Monica Frassoni per Linkiesta.it 

domenica 7 aprile 2019

EUROPA VERDE il simbolo per le elezioni Europee 2019

Il simbolo è stato presentato in una conferenza stampa all'aperto a Roma, venerdì' 5 aprile 2019.
Matteo Badiali, co-portavoce dei Verdi: “Siamo convinti che in Italia ci sia bisogno di restituire il futuro ai giovani a cui è stato sottratto. Sotto il simbolo dei Verdi Europei, vogliamo rispondere a un Paese in fermento e siamo convinti che l’impegno sempre profuso, sui temi ambientali, faccia di noi dei portatori sani di questa buona politica. Restano cinquanta giorni di campagna elettorale: il nostro scopo è quello di coinvolgere i giovani e le famiglie, così da contrapporre l’amore e la speranza per una società sostenibile"

Per ragionare di Europa; Invito alla lettura
Alex Langer   Dal Sudtirolo all'Europa

giovedì 3 gennaio 2019

STRUMENTI Rete Natura 2000

STRUMENTI   Ambiente  Ecologia
Il ministro Costa in vari suoi interventi ha sottolineato come esista una normativa per la tutela dell'Ambiente che purtroppo è spesso disattesa; condividendo l'osservazione del Ministro, ancor prima di addentrarci nelle specifiche istanze territoriali di tutela, siano parchi Regionali o PLIS parchi locali, o Oasi, pare opportuno, ricordare, come da consiglio del Ministro, la Rete Natura 2000, strumento dell'Unione Europea.

Natura 2000 è il principale strumento della politica dell'Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell'Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.
La rete Natura 2000 è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC), e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE "Uccelli" concernente la conservazione degli uccelli selvatici.

mercoledì 21 novembre 2018

Una petizione Europea per la Carbon Tax

Milano, presso l'Ostello Bello di Via Medici, e già il luogo, frequentato da tantissime persone di tutte le nazionalità e di tutti i continenti, è esplicativo e simbolico.

I promotori di ACT-e (Associazione per una Carbon Tax europea) Monica Frassoni (co-presidente dei Verdi Europei), Marco Cappato (Radicali) e il prof. Alberto Majocchi hanno annunciato il lancio di una campagna di raccolta firme su una petizione per istituire una carbon tax europea. La petizione, che verrà inviata al Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, si pone l’obiettivo di porre la lotta al riscaldamento globale in cima alle priorità dell’Unione europea, attraverso uno spostamento della tassazione dal lavoro alle emissioni inquinanti. 

domenica 16 settembre 2018

MANIFESTO DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI “INCLUSIONE PER UNA SOCIETÀ APERTA”

In una fase storica e politica in cui sembrano essere andati persi i riferimenti dell’accoglienza, della solidarietà e della promozione delle opportunità per tutti, e in cui la retorica del sovranismo e della paura la fanno da padrona, ritengo importante sottoscrivere e divulgare il “Manifesto dell’inclusione per una società aperta” promosso da alcuni amministratori locali della Regione Lazio e che vede tra i primi firmatari anche il sindaco di Milano.
Come Verdi condividiamo e lo rilanciamo, condividendo gli obiettivi e le premesse del Manifesto: in particolare, i valori della solidarietà e dell’accoglienza e la promozione dell’inclusione e della valorizzazione delle esperienze virtuose sviluppatesi sul territori.
Il link per scaricare il manifesto ed aderire.

G. R. R.
C. Cons. Com. Verdi/Cambiamo Ossona Ossona (Milano Metropolitana)


Cambiamo Ossona/Verdi aderisce, sostiene e invita le forze politiche e civiche a sottoscrivere

MANIFESTO DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI

“INCLUSIONE PER UNA SOCIETÀ APERTA”

giovedì 26 luglio 2018

EUROPA- ECOLOGIA – DIRITTI protagonisti del cambiamento ecologista. Roma 9 settembre 2018

Ecco l’appello #CambiamentoEcologista, firmato da tantissimi verdi e non di tutta Italia, che invita a “dare voce a quella parte d’Italia che non si riconosce nei muri reali e immaginari eretti dalla demagogia, dai nazionalismi e dalla disumanità, perché la Storia ha dimostrato che essi non portano a nessuna vera soluzione, ma solo a ulteriori conflitti e divisioni.”  I firmatari invitano anche “Per discutere in modo più approfondito, di ciò che è urgente fare e per coinvolgere le realtà interessate ad avere una forza politica ecologista il 9 settembre dalle ore 11 alle ore 18 a Roma presso il centro congressi Cavour in via Cavour 30/a.” 
PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO ECOLOGISTA
EUROPA- ECOLOGIA – DIRITTI .
INCONTRIAMOCI A ROMA IL 9 SETTEMBRE                                                                          

giovedì 7 giugno 2018

Trattati dell'Unione Europea

L’Unione europea si fonda sul principio dello Stato di diritto. Ciò significa che tutte le azioni intraprese dall'UE si basano su trattati approvati liberamente e democraticamente da tutti i paesi membri. Se, ad esempio, un settore non è menzionato in un trattato, la Commissione non può avanzare proposte legislative in quel settore.
Un trattato è un accordo vincolante tra i paesi membri dell'UE. Esso definisce gli obiettivi dell'Unione, le regole di funzionamento delle istituzioni europee, le procedure per l'adozione delle decisioni e le relazioni tra l'UE e i suoi paesi membri.

Costituzione della Repubblica italiana

Frutto del lavoro dell'Assemblea Costituente la Costituzione è la legge fondamentale della Repubbblica Italiana. 
Testo aggiornato alle modifiche introdotte dalla legge costituzionale 20/04/2012 n. 1.

PARTE I - DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

Titolo I - Rapporti Civili (Artt.13-28)
Titolo II - Rapporti etico sociali (Artt.29-34)
Titolo II - Rapporti economici (Artt.35-47)
Titolo II - Rapporti politici (Artt.48-54)


PARTE II - ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

Titolo I - Il parlamento (Artt.55-82)
Titolo II - Il Presidente della Repubblica (Artt.83-91)
Titolo III - Il Governo (Artt.92-100)
Titolo IV - La magistratura (Artt.101-113)
Titolo V - Le Regioni, le Provincie, i comuni(Artt.114-133)
Titolo V - Garanzie costituzionali (Artt.134-139)

Disposizioni transitorie e finali


martedì 8 maggio 2018

EUROPA: Elezioni comunali a Innsbruck Vincono i Verdi

I verdi sono i vincitori delle elezioni comunali a Innsbruck.
Il verde Georg Willi ha sorpassato con il 30,88% la sindaca uscente Christine Oppitz-Plörer (Fuer Innsbruck), che si è fermata al 24,28%, e la sfiderà al ballottaggio tra due settimane.   
I Verdi sono anche il primo partito in consiglio comunale (24,16%), davanti alla FPOe (18,56%) e Fuer Innsbruck (16,15%).   

martedì 3 aprile 2018

Dall'Europa un nuovo vento Verde e di Sinistra!

GroenLinks VERDI DI SINISTRA

un risultato storico
I risultati delle elezioni municipali del 21 marzo 2018 si sono rivelati storici per GroenLinks . Mai prima d'ora siamo stati così grandi. Nella maggior parte delle Città abbiamo ottenuto un punteggio significativamente più alto rispetto alle elezioni un anno fa. Questo dimostra che il nostro movimento sta guadagnando slancio ovunque nei Paesi Bassi.
Dopo mesi di impegno da parte di volontari, membri, simpatizzanti, candidati, membri del consiglio, siamo diventati il soggetto politico più grande in 13 comuni e in 16 comuni il secondo. Nei comuni in cui GroenLinks ha partecipato alle elezioni, abbiamo ottenuto non meno dell'11,5% dei voti. Contro il 9,2% dei voti nelle elezioni parlamentari.

Espansione di GroenLinks

Lo vediamo nei comuni come Renkum (da 3 a 4 posti) e Helmond (da 2 a 6) dove siamo diventati il partito più grande.
Anche ad Amsterdam (da 7 a 10 posti), Arnhem (dal 4 al 7), Culemborg (dal 2 al 4), Delft (dal 4 al 7), Diemen (dal 2 al 5), Haarlem (dal 5 all'8) , Nijmegen (da 8 a 11), Renkum (da 3 a 4), Utrecht (da 9 a 12), Wageningen (da 5 a 6), Wormerland (da 3 a 4), e Zutphen (da 3 a 5) .
In 16 comuni i GroenLinks sono il secondo partito:
Alkmaar (4-6), Zwolle (3-7), Berg en Dal (2-3), De Bilt (2-4), Legno ( da 2 a 5), ​​Wijk bij Duurstede (3 posti), Zeist (da 3 a 7), Bergen (da 3 a 4), Beverwijk (4 a 5), ​​Bloemendaal (3 posti), Horn (da 3 a 4), Oostzaan (da 3 a 4), Leiden (da 4 a 8), Rijswijk (da 2 a 5), ​​Voorschoten (da 2 a 4), Eindhoven (da 4 a 7) e Roermond (da 4 a 7) .
 

lunedì 19 marzo 2018

pensieri sinceri per l'ITALIA 18 3 2018

Per l'immediato, ricordando due semplici punti:
L'Italia è una repubblica parlamentare e non presidenziale.
La Lega ha ottenuto quel risultato grazie al fatto che era in coalizione, quindi è assurdo che si proponga chissà cosa. (Ha ragione Silvio. punto)

 La Coalizione di centrosinistra PD. Insieme e LeU, con Gentiloni, Santagata e Grasso proponga 5 punti programmatici al M5s per formare un governo e iniziare ad occuparsi di "manutenzione", riqualificazione e messa in sicurezza del territorio; un nuovo sistema fiscale per evitare la svendita del paese e delle sue eccellenze, un programma di ricerca e una grande rotazione dei dirigenti e dipendenti pubblici. 

Un appello importante
Da Domenico Finiguerra
RIUNIRE GLI ECOLOGISTI E I CIVICI
Ci vorrebbe un movimento, uno spazio, un campo che unisca gli ecologisti e le realtà civiche che oggi non hanno alcun riferimento politico nazionale, che si sono sentiti orfani alle ultime elezioni, che hanno votato il meno peggio.
L'Italia, un paese dove la natura, l'arte e la bellezza sono quotidianamente massacrate e minacciate, dove la salute dei cittadini è messa in pericolo da veleni e inquinamento, dove il profitto viene prima dei diritti delle persone riconosciuti dalla nostra costituzione, ha bisogno di un vero movimento ecologista, civico e per la giustizia sociale.
Dobbiamo riprovarci ancora.

martedì 12 settembre 2017

Il ruolo dei Verdi e dell'Ecologismo nel rilancio dell'Italia e di un Europa dei Popoli

per un Europa delle comunità e dei popoli che dialogano 
e non delle banche e dei poteri che opprimono   A.Langer

L'8 settembre, Paolo Galletti ha proposto sul sito della Federazione dei Verdi, uno spunto di analisi e riflessione per dare avvio a un dibattito sul ruolo e sul "perchè" dei Verdi e dell'ecologismo in Italia.
Mi pare opportuno rilanciarlo anche da questo blog, a seguire le mie brevissime "pre-considerazioni"

Finché un vegetariano non sarà naturalmente biologico ed un biologico non si sentirà parte di una sola razza umana non sarà possibile un movimento verde forte anche in Italia.

L’ecologismo italiano è un gigante culturale ma un nano politico?
No. Oggi la cultura ecologista è implosa, è stata smembrata in elementi sparsi,non collegati, utilizzabili per scopi particolari riduzionisti o integralisti. E’ venuta meno la visione olistica che caratterizzò negli anni ottanta le Università Verdi e che ispirò il referendum contro i pesticidi, mettendo in relazione agricolturaalimentazionesalute.

sabato 22 luglio 2017

La lettera di Langer a San Cristoforo, paradigmatica della nuova società

Una lettera di Alexander Langer, a mio avviso, simbolica e paradigmatica dell'impegno ecologista e di noi #Verdi in questo periodo storico irto di complessità e di stravolgimenti.
Caro San Cristoforo
non so se tu ti ricorderai di me come io di te. Ero un ragazzo che ti vedeva dipinto all'esterno di tante piccole chiesette di montagna. Affreschi spesso sbiaditi, ma ben riconoscibili. Tu - omone grande e grosso, robusto, barbuto e vecchio - trasportavi il bambino sulle tue spalle da una parte all'altra del fiume, e si capiva che quella era per te suprema fatica e suprema gioia. Mi feci raccontare tante volte la storia da mia madre, che non era poi chissà quale esperta di santi né devota, ma sapeva affascinarci con i suoi racconti. Così non ho mai saputo il tuo vero nome né la tua collocazione ufficiale tra i santi della chiesa (temo che tu sia stato vittima di una recente epurazione che ti ha degradato a santo minore o di dubbia esistenza). Ma la tua storia me la ricordo bene, almeno nel nocciolo. Tu eri uno che sentiva dentro di sé tanta forza e tanta voglia di fare, che dopo aver militato - rispettato e onorato per la tua forza e per il successo delle tue armi - sotto le insegne dei più illustri e importanti signori del tuo tempo, ti sentivi sprecato.